Se Amleto tifasse Inter. La tragedia secondo Berardi-Casolari

di Alice Maggioni, laureanda in filologia moderna presso l’università Cattolica del Sacro Cuore

Gianfranco Berardi accoglie il pubblico con la sua travolgente ironia. Stupisce la facilità con cui passa da attore comico a interprete intenso del giovane principe danese. Che poi, in fondo , lui Amleto non lo voleva fare. Cosa possiamo capire noi di Amleto? Questo si domanda ne Chiedetemi tutto ma non Amleto. Uno spettacolo colloquiale e satirico, in cui si è costretti a riflettere, non solo sulla tragedia shakespeariana. In un’atmosfera da teatro medievale, in cui due abili e simpatici menestrelli accompagnano l’estroverso attore, il pubblico è coinvolto in un assolo interattivo, passando dalle stanze di un castello reale allo sgabuzzino di un teatro di provincia, dove se vuoi fare l’attore devi iniziare a spazzare i pavimenti. Siamo il paese degli stage. Impossibile passare indifferenti di fronte a questa affermazione, che fa ridere ma non troppo, se ci si riflette per un attimo. E se, in effetti, è poco inerente all’Amleto non ha importanza, perché in una variazione di un classico si può davvero dire di tutto.

Del dramma di Shakespeare si sottolineano lati oscuri, con una nota d’allegria. L’ambizione, l’invidia, la precarietà. Amleto dovrebbe essere il re, giovane e sensibile, eppure è Claudio a occupare il trono. Parenti serpenti dice Gianfranco. Chiedetemi tutto ma non Amleto è difficile da classificare in un genere, ora drammatico, ora comico, satirico e cabarettistico. E si arriva a pensare che, forse, neanche Amleto stesso voleva fare il principe, colui che vendica il padre e che finisce per sterminare tutta la sua famiglia. Allora la domanda che si pone non è più la filosofica essere o non essere, ma vedere e quindi spalancare gli occhi verso il marcio che lo circonda oppure chiuderli, per non essere costretto a guardare. Che poi, in fondo, Amleto è innanzitutto un figlio, che mai accetterà il secondo matrimonio della madre. Un ragazzo che, ai tempi d’oggi, avrebbe ancora bisogno della mamma per cambiarsi, felice di indossare la maglia della sua squadra preferita. L’Inter.

 

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