VOCE ALLE VAGINE

di Chiara Carbone

Sono preoccupata per la vagina, per come la chiamano e come non la chiamano.

C’è chi la chiama “cosina”. La chiamano anche “figa” o “fica”, “fessa”, “mona”. E ancora: “topa”, “sorca”, “bernarda”, “tana”, “farfalla”, “mortaio” e “cespuglio”, “natura”, e poi “brugna”, “fregna”, “salvadanaio”, “cinsfornia”, “pertugio”, “gnocca”, “caverna”, “passera”…

Il primo abbozzo dei Monologhi della Vagina viene alla luce nel 1996, ideato dalla drammaturga statunitense Eve Ensler. Prendendo spunto da alcune conversazioni occasionali con persone a lei vicine, l’artista decide di intervistare oltre duecento donne di background, visioni e storie diverse. Temi trattati: tutto ciò che ruota attorno all’immagine della vagina, dal sesso al mestruo, dall’amore all’orgasmo, fino al concetto stesso di nascita.

Lo spettacolo arriva sulla scena Off-Broadway nel 1996; nel 2001 è in scena al Madison Square Garden. La raccolta di monologhi è anche punto di partenza del movimento che promuove il V-Day, una giornata (che cade volutamente nella stessa data di San Valentino) dedicata alla celebrazione di tutte le vagine, unite soprattutto nella battaglia contro la volenza sulla donne. È in occasione del V-Day del 2001 che lo spettacolo arriva in Italia con la regia di Emanuela Giordano. Ed è sempre con la regia della Giordano, attraverso la recitazione di Roberta Lidia De Stefano, Alessandra Faiella, Silvia Giulia Mendola, Marina Rocco, Lucia Vasini, che lo spettacolo approda al Teatro Franco Parenti martedì 15 giugno 2021.

Si tratta di uno spettacolo che non smette di essere attuale. La vagina è sicuramente da considerare fra i temi più intramontabili di tutti i secoli, un organo di emancipazione, femminilità, dignità e individualità. Perché, come ci racconta l’opera di Eve Ensler, la vagina è un simbolo potente: è la nascita, la fonte della vita. E fra tutte le cose che essa ha il potere di creare, ci sono anche questi racconti che alcune donne hanno scelto di condividere con il loro pubblico senza vittimismo, ma con ironia e con orgoglio.

di Eve Ensler
traduzione Monica Capuani
regia Emanuela Giordano
con Roberta Lidia De StefanoAlessandra Faiella, Silvia Giulia Mendola, Marina Rocco, Lucia Vasini

Per ulteriori informazioni clicca qui.

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