Promenade de santé non si guarisce mai da se stessi



di Alessia Trovato


“Queste sono vere emozioni”. così ha esordito Andrèe Shammah prima dell’inizio dello spettacolo, suscitando uno scroscio di applausi provenienti dalla platea che ha riempito (ma nell’assoluto rispetto delle normative) la sala Grande del Parenti in un momento storico molto particolare per il mondo del teatro.

Filippo Timi e Lucia Mascino tornano sul palco del Parenti nel debutto teatrale del regista cinematografico Giuseppe Piccioni (tra i suoi film Il rosso e il blu, Questi giorni, Fuori dal mondo).

Promenade de santé è una produzione Marche Teatro, opera di Nicolas Bedos e traduzione a cura di Monica Capuani, costumi di Stefania Cempini

Il sipario scarlatto si apre mostrando una scena colma di un’intensa luce rossa. Le scene luminose spesso si alternano a giochi di ombre, come a rappresentare un lato segreto e nascosto, quello più intimo e oscuro dell’animo dei due personaggi.

I protagonisti si trovano in una clinica psichiatrica, lui è un alcolista bipolare ossessivo con tendenze suicida, lei è una ballerina ninfomane e depressa, il loro incontro avviene vicino alle panchine del parco della clinica. 

Promenade de santé è una storia sulla malattia dell’amore: nonostante ci faccia spesso soffrire, non riusciamo ad esserne immuni. Emozionante e significativo si rivela il momento in cui vengono citati i sintomi dell’amore, tra i quali la donna immagina “una giostra di fantasie”. 

Il linguaggio utilizzato è a tratti molto spinto ed esplicito, l’attrazione – mentale e fisica – tra i due protagonisti si percepisce chiaramente come energica e limpida, si amano e si desiderano nonostante i difetti e i problemi, anzi si adorano proprio per questo.

Giuseppe Piccioni trasferisce tutta la sua esperienza costituitasi dietro la macchina da presa sul palcoscenico del teatro, e infatti, grazie alla presenza di uno schermo sullo sfondo raffigurante alcune scene, lo spettatore ha l’impressione di guardare un film piuttosto che uno spettacolo teatrale. Questa tecnica ha consentito di mostrare gli incontri tra i due innamorati anche in contesti molto differenti da quello della clinica.

Il finale è capace di sorprendere completamente il pubblico e sottolinea in modo evidente che “non si guarisce mai da se stessi”. 

22 Ottobre – 1 Novembre 2020
Sala Grande
1 ora e 15 minuti

Biglietteria
via Pier Lombardo 14
02 59995206
biglietteria@teatrofrancoparenti.it

Per maggiori informazioni clicca qui.

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