RESTITUIRE SENSO ALLA PAROLA “DIO”: GABRIELLA CARAMORE DIALOGA CON MONI OVADIA

di Mattia Rizzi

In una società tecnologizzata e frammentaria come la nostra, ha ancora senso parlare di Dio? È questa una delle domande al centro del libro La parola Dio di Gabriella Caramore, il cui volume è stato presentato il 13 gennaio al Teatro Franco Parenti.

La scrittrice, che ha curato per anni la trasmissione radiofonica Uomini e Profeti, ha dialogato con l’attore Moni Ovadia. A moderare la conversazione, il filosofo Davide Assael, presidente dell’associazione “Lech Lechà”, impegnata nel campo del dialogo interculturale.

La parola Dio è il frutto di un lungo lavoro intellettuale e ha lo scopo di ridare senso al termine “Dio” recuperando il rapporto con il Testo fondatore. «È un libro bellissimo» – assicura Moni Ovadia – «e necessario per uscire dalle retoriche dei fanatismi». L’attore conferma la sua personalità dissacrante: non riesce a frenare il suo impulso naturale al racconto, cannoneggia i politici che brandiscono il Vangelo e offre pillole di dottrine cabalistiche. La riflessione più stimolante che ci propone riguarda la ricerca di Dio. «Dio va cercato nello iato tra ateismo e monoteismo», perché l’unico modo per crederci è dubitarne. Affermare di aver trovato l’Eterno equivale quindi ad adorare un idolo e il Dio della libertà – che si può cercare, ma non trovare – non va ridotto a un feticcio. L’autrice è d’accordo. Oggi veneriamo una molteplicità di idoli, dal denaro alla tecnologia. La sfida è riuscire a capire se Dio si debba considerare tale, oppure chiedersi se possa ancora parlare a qualcuno. Forse abbiamo bisogno dell’ipotesi “Dio”, perché quando questa parola entra in gioco, «il pensare dell’uomo si innalza» e siamo guidati nella ricerca di ciò che non conosciamo. Nella parola “Dio”, infatti, «palpita il movimento stesso della vita».

Il libro della Caramore è ambizioso, perché fa i conti con un termine spigoloso e abusato dalla storia, attorno a cui si sono addensati popoli ma anche stragi. L’autrice racchiude in un centinaio di pagine considerazioni autorevolmente fondate. La lettura è inoltre piacevole da uno stile elegante e raffinato. La parola Dio è un saggio che risponde a tante domande, ma ha il pregio ancora maggiore di stimolarne di nuove.  

La parola Dio

Gabriella Caramore dialoga con Moni Ovadia

modera Davide Assael

iniziativa a cura dell’Associazione “Lech Lechà”

in occasione dell’uscita del volume edito da Einaudi

Per maggiori informazioni clicca qui https://www.teatrofrancoparenti.it/spettacolo/la-parola-dio/

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