“È GIÀ DOMANI”: LA STAGIONE 19/20 DEL TEATRO FRANCO PARENTI. GUIDA ALLA VISIONE.

di Giuseppe Pipino

“È già domani” è l’emblematico slogan della stagione 19/20 del Teatro Franco Parenti, che raccoglie i 51 titoli presenti nel cartellone e anticipa lo spirito equilibrista di uno sguardo teatrale che sa porsi nei confronti del futuro con l’innovazione di occhi perfettamente radicati nel passato.

Fantascienza, olocausto, classici, rivisitazioni, storia e novità del Teatro, milanese e non, si avvicendano tra le varie ‘stanze’ della preziosa ‘casa culturale’ che rappresenta il Parenti ormai da anni, grazie ad una programmazione variegata e cross-mediale, capace di parlare ad un pubblico estremamente diversificato, con la coerenza della qualità di ogni contenuto presentato.

“È già domani” implica una prontezza di azione teatrale e culturale che riesce a coniugare le certezze del passato alle aspettative del futuro, parlandoci di un tempo che, di là da venire, è già qui e conviene farci i conti.

A tal proposito, tutti i redattori di Sik Sik hanno proposto la visione di uno spettacolo, costituendo una guida ideale nella varietà di questa stagione affinché lo spettatore, di qualsiasi tipo, possa meglio orientarsi tra ciò che più lo attira.

Francesco G.: SCHIANTO ( 5 – 17 Novembre 2019)
“Un atmosfera da road trip suggestivo ed evocativo. Un incrocio tra la comicità e la tragedia che sfocia nel cinismo. Si ride a denti stretti.”

Francesca F.: LUNGS (4 – 22 Dicembre 2019)
“Lungs” è per eccellenza la commedia del 21esimo secolo. Al centro del palcoscenico, una giovane coppia dibatte se oggi abbia senso avere un figlio. Una ragione segue l’altra, e si trovano a tirare in ballo i temi tanto cari ai notiziari: c’è l’ecologismo di Greta Thunberg, c’è l’ansia generazionale, il terrorismo, l’incertezza della politica. Se entrare a teatro significava lasciare fuori dalla sala i problemi del mondo, ora la pièce sovversiva di Macmillan ve li porta in scena.”

Valeria: MOTHERS, THREE (20 – 22 Marzo 2020)
“Una dedica a tutte le madri che aspettano che il proprio figlio ritorni dalla guerra. Attraverso i corpi di tre ragazzi, il giovane regista Lahav Timor traspone sul palco le una serie di interviste alle madri israeliane dei soldati tornati a casa sani e salvi dalla guerra. Ci costringe a voltare il nostro sguardo verso un altro lato della guerra: quello della casa e di coloro che dietro quella porta aspettano, temono, immaginano e pregano, nella continua speranza del ritorno.”

Giuseppe P.: SI NOTA ALL’IMBRUNIRE ( 7 – 17 Novembre 2019)
“Un contemporaneo Enrico IV pirandelliano è il protagonista della nuova commedia di Lucia Calamaro, che ancora una volta riesce a renderci partecipi della vita di un Altro e, al contempo, della nostra; a mostrarci la quotidianità, i dolori, le banalità, le incertezze, la solitudine, attraverso la lente della poesia domestica, in uno sguardo che è sempre oltre sé stesso e oltre noi, ad abitarci. Silvio Orlando regala profondità ad ogni parola. Lo spettacolo giusto per svelarci certe verità che vestiamo di facili bugie.”

Giuseppe T. :WHEN THE RAIN STOPS FALLING (12 – 15 Marzo 2020)

“Abbiamo la possibilità di migliorare il nostro passato? Abbiamo la capacità di cambiarlo? Ecco quali domande sono al centro del dramma contemporaneo ‘When the Rain Stops Falling’ di Andrew Bovell.  Un dramma che viaggia nel tempo dal 1959 al 2039, una saga familiare che attraversa 80 anni, ma che effettivamente racconta gli stessi amori, sogni e rancori che continuano a ripetersi.”


Luka: OPERA PANICA (24 Settembre – 13 Ottobre 2019)
Siete amanti della sperimentazione teatrale? Conoscete un certo Jodorowsky? Siete vivi? Se la risposta ad almeno una di queste domande è “sì”, allora non potete mancare l’appuntamento con Opera panica (e Opera panica #Due) di Fabio Cherstich: un cabaret magico, anzi, psicomagico, che vi farà sognare la “danza della realtà”.”

Angelica: CLÔTURE DE L’AMOUR (16 – 30 Ottobre 2019)
“Clôture de l’amour è l’occasione per comprendere e analizzare i problemi di coppia attraverso una chiave più introspettiva e soprattutto metalinguistica. Le vicende di una coppia ormai al capolinea raccontata dagli interminabili monologhi di lei e di lui, entrambi assenti all’altro e presenti solo a se stessi e alla convinzione di essere dalla parte della ragione. Una riflessione sull’egoismo e la solitudine che questo implica quando da ‘sano’ diventa ‘dannoso’, costruendo così una barriera di silenzio comune e sofferto.”


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