“VISITE”: LA RISCOPERTA DEL TEMPO

di Angelica Cantú Rajnoldi

Dopo il suo primo debutto nel 2016 con “Sulla morte senza esagerare”, la giovane e intraprendente compagnia Teatro dei Gordi si esibisce il 6 giugno al Teatro Franco Parenti e ancora una volta riesce a conquistare il pubblico grazie alla semplicità e immediatezza di “Visite”, il sunto di una vita, scandita da gesti e dettagli quotidiani.

Un décor casalingo composto da un letto, due abat-jour, due comodini, uno specchio e un attaccapanni. Questo è tutto ciò che l’originale regia di Riccardo Pippa e il gruppo di sei giovani neodiplomati alla Scuola d’Arte Paolo Grassi hanno deciso di utilizzare in scena per riportare la sostanza di una delle più profonde realtà in cui siamo sommersi ogni attimo della nostra esistenza: il tempo.

Si tratta dello stesso e unico tempo che durante la nostra giovinezza ci fa muovere in maniera vorticosa ed energica a ritmo di rock and roll e cumbia; che a volte osserviamo attentamente allo specchio di camera nostra facendoci sembrare estranei a noi stessi; che infine accompagna le nostre gambe stanche verso la poltrona del silenzioso riposo. 

Innovazione. Di questo si tratta se ci si riferisce alla scelta di utilizzare al posto del convenzionale calendario le visite come metro di misura del tempo. Come conoscere più profondamente questo estraneo amico se non tramite i momenti in compagnia dell’altro? Questa è la consapevolezza che il piccolo gruppo di attori ha voluto farci riscoprire tutto d’un fiato in un’ora travolgente. 

Un ruolo fondamentale e significativo è interpretato dagli oggetti che, attraverso la loro constante presenza nel corso della vita dei personaggi, danno vita a ricordi e ad azioni abitudinarie, svelando una componente affettiva e simbolica a cui sono eternamente associati. 

Sembra quasi suggerire che è sempre grazie agli oggetti, che diventano ricordi, trasformandosi poi in simboli, che viviamo al di là del tempo, nonostante il nostro corpo debba rispettare le sue leggi. 

L’abilità della compagnia è stata soprattutto quella di affrontare un’indagine così intricata nella sua immensità con uno humour fresco, poco congegnato e goliardico, così come lo sono stati anche i loro movimenti e gesti che hanno coinvolto l’intera sala nello svolgersi delle stagioni di questa commedia umana. 

Coerente è la cipolla, riuscita è la cipolla. Nell’una ecco sta l’altra, nella maggiore la minore, nella seguente la successiva, cioè la terza e la quarta. Una centripeta fuga. […] In noi grasso, nervi, vene, muchi e secrezioni. E a noi resta negata l’idiozia della perfezione.”

L’intera opera può essere riassunta in questa breve concettuale poesia recitata al suo termine. Gli attori a questo punto dello spettacolo indossano maschere dal volto invecchiato, sono ormai giunti al vertice dell’intensa spirale che è la vita, mentre noi spettatori abbiamo perso la concezione del tempo. Ciò che abbiamo ricevuto ieri sera a teatro è stata una sorprendente, rapida, ma interessante visita

Per ulteriori info, clicca qui: https://www.teatrofrancoparenti.it/spettacolo/visite/

ideazione e regia Riccardo Pippa di e con Cecilia Campani, Giovanni Longhin, Andrea Panigatti, Sandro Pivotti, Maria Vittoria Scarlattei, Matteo Vitanza dramaturgo Giulia Tollis maschere e costumi Ilaria Ariemme scenografia Anna Maddalena Cingi disegno luci Paolo Casati cura del suono Luca De Marinis tecnico audio-luci Alice Colla assistente alla regia Daniele Cavone Felicioni organizzatrice Camilla Galloni produzione Teatro Franco Parenti e Teatro dei Gordi

Con il sostegno del MiBAC e di SIAE, nell’ambito dell’iniziativa “Sillumina – Copia privata per i giovani, per la cultura”


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