“L’Ammore nun’è ammore”: lo Shakespeare partenopeo di Dario Jacobelli e Lino Musella

di Valeria Nobile e Noemi Sferlazza

Dal 29 gennaio al 3 Febbraio è in scena al Teatro Franco Parenti L’Ammore nun’è ammore, originale adattamento di 30 sonetti shakespeariani tradotti in napoletano da Dario Jacobelli. A darne forma e voce, troviamo Lino Musella che, accompagnato dalle note del maestro Marco Vidino, promette di regalarci una versione unica e nuova dell’opera poetica del Bardo.

Come sempre, però, abbiamo voluto sondare un po’ il terreno tra il pubblico in sala prima dello spettacolo…

I sonetti di Shakespeare che ascolteremo questa sera sono stati tradotti in napoletano. Nella tua famiglia si parla il dialetto?

Io sono nato a Milano, ma mia mamma è bergamasca e mio papà è di Pescara. Parlano dialetti molto diversi e io non sono mai riuscito a spiccicare una parola né in bergamasco né in abruzzese…però capisco tutto! (Giorgio, 30 anni, interprete esperto…o quasi)

Il napoletano! Questa sera sono a venuta a teatro insieme alle mie colleghe napoletane come me. Non vediamo l’ora di sentire declamare i versi del Bardo nel dialetto della nostra città. (Maria, 75 anni, orgogliosa intellettuale partenopea)

So parlare il veneto! Ho passato tutte le estati della mia infanzia in Veneto dai nonni e ancora adesso quando vado a Verona mi trasformo. Appena scesa dal treno divento una veronese a tutti gli effetti. (Federica, 25 anni, trasformista del vernacolare)

Il titolo dello spettacolo ci suggerisce che questa sera si parlerà d’amore. Hai una poesia romantica preferita?

“Dubita che le stelle siano fuoco, dubita che il sole si muova, dubita che la verità sia mentitrice, ma non dubitare mai del mio amore”. Sono un’appassionata incallita di Shakespeare e non potevo non citare le parole d’amore che Amleto dedica a Ofelia! (Rosanna, 58 anni, romanticona d’altri tempi)

“Ho sceso dandoti il braccio almeno un milione di scale” …era di Ungaretti, giusto? O forse D’Annunzio? Non ricordo bene… (Gabriele, 22 anni…era il sommo Montale, carissimo…rimandato a settembre!)

Sicuramente i meravigliosi versi di Pavese. Come faceva? “Verrà la morte e avrà i tuoi occhi…”  Tristissima e bellissima. (Antonio, 53 anni, cupo estimatore di amori disillusi)

Shakespeare è sicuramente più famoso per i suoi drammi. Qual è la tua opera shakespeariana preferita?

“Romeo e Giulietta” senza ombra di dubbio! Ho visto tutte le versioni cinematografiche e ho trascinato il mio fidanzato a vedere anche il musical…come vorrei che lui somigliasse di più a Romeo! (Eleonora, 28 anni, il suo entusiasmo ci ha commosso a tal punto che non abbiamo avuto il coraggio di ricordarle la fine che fa il povero Romeo…)

Macbeth. È cupo e sanguinolento come piace a me. Basta con queste opere sdolcinate! (Giulio, 39 anni, fan sfegatato del più famoso tiranno di Scozia)

“Sogno di una notte di mezza estate”. Sì, è proprio il mio preferito. (Lucia, 27 anni, ermetica amante delle fate)

Naturalmente dopo lo spettacolo, siamo tornate alla carica…

 Durante lo spettacolo erano presenti numerosi oggetti di scena: quale ti ha colpito di più?

“Le carte, mi hanno ricordato Alice nel paese delle meraviglie e la regina di cuori.” (Alice, 32 anni, Disney lover)

“Il teschio perché richiamava Shakespeare e il suo Amleto. No, in realtà il teschio perché mi piacciono gli horror.” (Mattia, 45 anni, Mario Bava’s fan)

 “La bottiglia di birra: divertentissima. E poi adoro bere birra!” (Giuseppe, 51 anni, i pub irlandesi sono la sua seconda casa)

Quale dei 30 sonetti recitati hai preferito?

“Quello in cui imitava il rumore della moto! Sembrava che ci fosse una Harley lì sul palco!” (Federico, 24 anni, novello James Dean)

“Quello in cui recitava con una benda sugli occhi. Visto che all’inizio nessuno gli dava la mano, gliel’ho data io e così mi ha recitato un sonetto d’amore: romanticissimo peccato che c’era di fianco il mio fidanzato gelosissimo ahahah, vero tesoro?” (Clara, 27 anni, fidanzata in-fedele)

“Quelli in cui cantava: una via di mezzo tra le canzoni neomelodiche napoletane e Carosone.” (Dario, 46 anni, Tony Colombo e Nancy: non vi dicono niente? Chiedete a lui e vi dirà chi sono)

Sinceramente in una scala da 1 a 100 quanto hai capito il dialetto napoletano?

“100 per 100: vedere tutte le stagioni di Gomorra ha dato i suoi frutti” (Luca, 36 anni, il migliore amico di Gennaro Savastano e Ciro Di Marzio)

“Diciamo un 50, sinceramente speravo di capire un po’ di più dal momento che recentemente mi sono vista la fiction L’amica Geniale!” (Mara, 23 anni, bene ma non benissimo come si suol dire)

“10 e sono fin troppo larga di voto. Per fortuna che la mia amica è napoletana e mi ha fatto da traduttrice simultanea” (Carla, 36 anni, ritenta sarai più fortunata)

Che siate fan sfegatate del sommo William, napoletani in trasferta o inguaribili romantici non potete assolutamente perdervi questo spettacolo. Vi aspettiamo numerosi in Sala Tre per una sana dose di bellezza e poesia.

con Lino Musella e Marco Vidino (cordofoni e percussioni)
regia Lino Musella

produzione Elledieffe, in collaborazione con Le vie dei Festival

Per maggiori informazioni cliccate qui

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