L’IMPERATRICE ADRIANA SI RACCONTA…

di Noemi Sferlazza

Per quasi un mese, dal 15 gennaio al 10 febbraio, va in scena al Parenti “Memorie di Adriana” lo spettacolo autobiografico in cui la stessa Adriana Asti si racconta senza veli e censure. Una messa a nudo dell’anima e del corpo di un’attrice che da sempre ha sfidato le convenzioni e i tabù sociali.

Fin dall’inizio, prima ancora che il sipario si alzi, si avverte qualcosa nell’aria. Qualcosa di inspiegabile preannuncia che non si tratterà di uno spettacolo tradizionale. Ad un certo punto nella fila davanti a me si siede un giovane uomo con un vestito retrò e due grandi valigie a mano. L’insolito abbigliamento attira la mia attenzione, ma d’altronde il mondo è bello perché è vario.

La musica comincia a diffondersi in sala, ma Adriana da vera prima donna si nega al pubblico che sconcertato non sa come comportarsi. Prende la parola il ragazzo che avevo notato e finalmente realizzo che è lui stesso un attore. Vengono così rotte fin da subito le barriere spazio-temporali e la realtà si mescola da subito alla finzione, in un vortice che avvolge lo spettatore per tutta la rappresentazione.

Il flusso di coscienza che viene portato in scena mixa musica, monologhi e immagini potenti. Le memorie sono sì quelle di Adriana, ma sono anche quelle di tutti noi. Nel mio caso una particolare canzone mi richiama alla mente mio padre: noi due che insieme la ascoltiamo e la cantiamo a squarciagola ridendo. Ognuno ha una sua storia, ma alla fine le nostre esistenze si intrecciano in un ricamo complesso ed intricato che si chiama vita.

“Non si ricorda mai quel che si vuole ricordare”. Spesso guardiamo con nostalgia ed uno sguardo dolce al passato. Sfogliamo album di foto e ci sfugge una lacrima. Ma il passato è anche sofferenza. Dimenticare a volte è ciò che si desidera veramente.

Ma Adriana, come lei stessa racconta, è sempre stata felice, anche da bambina. Ed è felice anche oggi sul palco, facendo conoscere a noi spettatori i lati più intimi e privati della sua vita. Lei che non ha mai avuto timore di spogliarsi davanti alla macchina da presa, si spoglia adesso di tutte le finzioni e mette a nudo la sua vera essenza: una donna forte che, anche se definita dai suoi stessi genitori “senza arte né parte”, ha trovato il suo posto, o meglio dire, ha conquistato il suo posto nel mondo.

Un’ora e mezza di poesia pura. Sembra di ascoltare la propria nonna raccontare una vita entusiasmante e piena a cui anche noi aspiriamo per raggiungere il nostro nirvana. Perché, come dice Adriana, “io non credo nel Paradiso, ma se esistesse mi piacerebbe andarci”.

 

uno spettacolo di Andrée Ruth Shammah (adattamento teatrale e regia)
tratto dal libro Ricordare e dimenticare, conversazione tra Adriana Asti e René De Ceccatty
con Adriana Asti
e con Andrea Soffiantini e Andrea Narsi
musiche Alessandro Nidi
al pianoforte Giuseppe Di Benedetto
drammaturgia Federica Di Rosa
scene Gian Maurizio Fercioni
luci Domenico Ferrari
assistente alla regia Benedetta Frigerio
assistente allo spettacolo Enzo Giraldo
direttore dell’allestimento Alberto Accalai
fonico Matteo Simonetta
macchinista Paolo Roda
sarta Antonella Fuiano
fonico Matteo Simonetta
video Chiara Toschi
costumi realizzati dalla sartoria del Teatro Franco Parenti diretta da Simona Dondoni

produzione Teatro Franco Parenti in collaborazione con Festival dei Due Mondi di Spoleto

 

Per orari ed info https://www.teatrofrancoparenti.it/spettacolo/memorie-di-adriana/

 

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