“AFTER MISS JULIE”: CHE SPETTACOLO!

di Lucia Belardinelli

 

After Miss Julie  è  il capolavoro di Strindberg riscritto da Marber e ora adattato da Giampiero Solari. Sarà in scena fino al 23 dicembre al Teatro Franco Parenti. Un consiglio dal profondo dell’anima: non perdetevelo!

Gabriella Pession e Lino Guanciale, attori d’assoluta eccezione, interpretano i due protagonisti, ergo la Signorina Giulia e l’autista del padre di lei, Gianni. È il loro talento a fare la differenza: senza di loro non sarebbe stata la stessa cosa.

Marber, londinese, è uno dei maggiori drammaturghi viventi. Lui ha traghettato il testo di Strindberg dalla Svezia di fine Ottocento all’Inghilterra della prima vittoria dei Laburisti. Solari, regista rigoroso, precisissimo e zelante, sposta il tutto nella Milano che festeggia la Liberazione alla fine della Seconda Guerra Mondiale. È la prima volta che in Italia approda la rilettura di Marber, tradotta ad hoc per l’occasione.

Le tre unità aristoteliche sono rispettate. Tutto si svolge in meno di ventiquattr’ore nella dimora dell’aristocratica famiglia di Giulia. Per quanto riguarda l’azione non assistiamo che a due tentativi destinati a fallire: quello di lei di farsi amare e quello di lui di migliorare la propria condizione sociale.

Centrale è la tematica sociale: altro non è che la classica polarità servo-padrone. Solo che in questo caso si tratta di una padrona, giovane e alquanto fuori di testa. Giulia è frutto dell’inesorabile determinismo alla Zola, per cui la tara della madre non avrebbe potuto non trasmettersi col sangue: il naturalismo tardo ottocentesco traspare chiaramente.

Gianni, che è il primo dei servi della tenuta ed è dotato di una certa furbizia, sfrutta le debolezze di lei, aiutandola a cadere tra le sue braccia: lo scopo è iniziare a salire i gradini della piramide sociale. Desiderio covato fin dall’infanzia quando, vestito di stracci, osservava nascostamente i privilegi della padroncina.

Nel circolo amoroso non si può dimenticare Cristina, la cuoca della casa e fidanzata di Gianni. Si tratta di un triangolo nel quale la futura sposa tutto sommato accetta le corna, anche se Solari inserisce una scena piena di pathos in cui Cristina appare sconvolta dopo aver trovato i due amanti insieme in camera da letto.

La Pession e Guanciale si sono immersi psicologicamente nei personaggi. La recitazione è molto naturalistica e pertanto non mancano scene esplicite in relazione a questo gioco di seduzione. Eros e Thanatos: ci sono tutti. La quarta parete in questa occasione è d’acciaio e lo spettatore non è che un voyeur, come di consuetudine nel teatro borghese.

La vicenda non finirà bene: Giulia si toglierà la vita su ordine di Gianni. La morte dovrebbe lavar via la colpa… teoricamente.

Assolutamente degni di menzione i ragazzi della NABA che hanno realizzato la scenografia, proiettandoci nella cucina della famiglia. All’immersione del pubblico in questo microcosmo contribuiscono anche i forti odori che dal palco inondano la sala: rognone e sigarette per uno spettacolo sinestetico.

Anche i costumi sono stati pensati per ricreare con fedeltà l’atmosfera di quegli anni, esattamente come le musiche che, provenendo dall’esterno dalla casa, ci proiettano nella festiva dimensione dei servi che celebrano la fine della guerra.

È un classico pieno di spunti intramontabili. Gli attori poi… viva il talento tutto italiano!

 

Per ulteriori info cliccate qui.

 

 

di Patrick Marber

con Gabriella Pession, Lino Guanciale e Roberta Lidia De Stefano

regia di Giampiero Solari

traduzione Marco Maria Casazza

scene Giorgio Morandi, Elisa Rolando e Marta Solari studenti del Triennio in Scenografia di NABA Nuova Accademia di Belle Arti con il coordinamento di Angelo Linzalata

costumi Nicoletta Ceccolini

luci Camilla Piccioni

musiche arrangiate ed eseguite da Woody Gipsy Band e Giuseppe Bonifacio

regista collaboratore Vittorio Borsari

 

direttore di scena Daniele Mengarelli

macchinista Diego Di Maio

elettricista Oscar Frosio

fonico Giovanni Grasso

sarta Francesca Simoni

amministratrice di compagnia Arianna Bertolo

 

scene costruite presso il laboratorio del Teatro Franco Parenti e FM Scenografia

costumi realizzati presso la sartoria del Teatro Franco Parenti diretta da Simona Dondoni

 

produzione Teatro Franco Parenti

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