“RACCONTI D’INVERNO”: INTERVISTA A FAUSTO MALCOVATI TRA NEVE E DESTINO

di Lucia Belardinelli

 

Il 4 dicembre Fausto Malcovati darà inizio al percorso Racconti d’inverno, inserito nella rassegna Inverno ai Bagni Misteriosi. Il percorso comprenderà cinque incontri volti a delineare una mappatura dell’inverno all’interno delle letterature europee.

Fausto Malcovati, professore di Letteratura russa, ha intitolato il suo intervento La neve e il destino: storie russe. Non potevo lasciarmi scappare l’occasione di scambiare quattro chiacchiere con lui per cogliere qualche anticipazione…

Mi racconti la più bella storia russa immersa in una candida coltre di neve…

Fausto Malcovati: «La scelta è così difficile! Le racconto una storia di grande amore, l’inizio di Anna Karenina. Anna è stata a Mosca, lì ha incontrato e sedotto un bell’ufficiale, Vronskij. Ora sta tornando a Pietroburgo dal figlio, che ama pazzamente, e dal marito: Anna sta cercando di dimenticare il bell’ufficiale. A metà del viaggio di ritorno scende dal treno per prendere un po’ d’aria quando, in mezzo a una tempesta di neve, dal vagone di fianco al suo scende Vronskij. Lei lo vede e basita gli chiede cosa stia facendo lì e lui le risponde una frase che tutte le signore vorrebbero sentirsi dire: “Io sono dove lei è”. Meraviglioso. Anna capisce che è la storia fatale».

Ma che romantico!

Fausto Malcovati: «Questo appassionante incontro fatale determina l’intero romanzo. Se lei non lo avesse incontrato lì, nella tempesta di neve, si sarebbe messa l’anima in pace e avrebbe sicuramente deciso altrimenti della sua vita e invece… il destino…»

Bellissimo il legame tra neve e destino…

Fausto Malcovati: «Non posso fare a meno di raccontarle una seconda storia, altrettanto stupenda: La tempesta di neve di Puškin. Una fanciulla si innamora di un ufficiale; la famiglia è contraria quindi lei decide di fuggire per sposarlo. Nella notte in cui devono sposarsi si scatena una tempesta terribile. Lei riesce a raggiungere la chiesa con una slitta, lui dovrebbe arrivare in carrozza ma i cavalli perdono la strada. Lei continua ad attenderlo angosciata in chiesa… quando entra di corsa un ufficiale. Lei, entusiasta, non si sofferma a guardarlo, il prete celebra le nozze… ma lo sposo non è il suo amato!»

E poi?

Fausto Malcovati: «La fanciulla, resasi conto dell’errore, disperata riprende la sua slitta nella tempesta di neve e torna a casa dai suoi genitori. L’amato, sconfortato per averla perduta, parte per la guerra napoleonica del 1812 e muore. Dopo tre anni la madre porta la fanciulla alle cure delle acque, come si usava un tempo: lì incontra un ufficiale che la corteggia ma lei, sapendo di non poter più sposare nessuno, lo tiene a bada. Scambiano comunque qualche parola quando… si scopre che questo ufficiale è suo marito! Oh il destino a volte…»

Non sono mai stata in Russia. Me la descriverebbe proprio così, immersa nella bufera, com’è nei classici di cui ci parlerà all’incontro?

Fausto Malcovati: «Oh sì! La neve russa è tutt’altra rispetto a quella che noi conosciamo. È una neve leggera, che vola, che si deposita e poi scricchiola sotto i piedi… è una cosa meravigliosa che noi non proviamo!»

Quale dei prossimi incontri, all’interno del percorso Racconti d’inverno, le suscita maggiore curiosità?

Fausto Malcovati: «Quello di Luca Scarlini, sulle fiabe oscure dal grande nord. È fantastica l’idea che ci sia nella fiaba una connessione con la neve. La neve dà comunque, sempre, un tocco fiabesco al mondo. L’elemento neve trasforma la terra, dandole tutto un altro aspetto. Quando piove la terra è esattamente come prima, solo che è bagnata. Io detesto la pioggia! A me piace la neve».

Gli incontri del percorso Racconti d’inverno oltre che nella letteratura russa ci faranno immergere in quella scandinava il 12 dicembre con Scarlini, in quella francese il 18 dicembre con Marisa Verna, in quella tedesca il 10 gennaio con Castellari, per finire nella letteratura inglese, il 22 gennaio, con Enrico Reggiani.

Assolutamente degni di menzione sono anche i tre appuntamenti volti ad esplorare la valenza filosofica dell’inverno: tre Café philosophique per un ulteriore percorso, intitolato Una mente d’inverno.

Diciamoci la verità: con queste premesse, sarà un gran bell’inverno.

 

Associazione Pier Lombardo presenta

Racconti d’inverno

a cura di Irene La Scala

 

Per maggiori info cliccate qui.

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