IL SOGNO DI FILIPPO TIMI

di Lucia Belardinelli

 

Dal 30 ottobre all’11 novembre la Sala Grande sarà occupata ancora una volta da Filippo Timi, protagonista di Un cuore di vetro in inverno, spettacolo prodotto dal Teatro Franco Parenti in collaborazione con la Fondazione Teatro della Toscana.

Nel lontano ‘600 un cavaliere made in Umbria deve lasciare momentaneamente l’amata per intraprendere una missione: affrontare e sconfiggere un drago sputafuoco. Ad accompagnarlo, una combriccola strampalata composta da un vecchio menestrello tragicomico, una volgare prostituta, uno scudiero belloccio e un angelo custode con la vocina languida e tanti boccoli biondi.

Il drago altro non è che l’incarnazione emblematica delle paure del cavaliere errante-volante. Dico volante, perché Timi si lascia ripetutamente fluttuare in aria, appeso ad una cordicella, senza il benché minimo timore: bravo il nostro Timi. Non solo scrive, recita, canta, balla… vola pure.

L’incipit dello spettacolo la dice lunga su quello che il copioso pubblico ammaliato dal grande attore andrà a vedere: Timi, vestito da sposina, fa capolino dal velluto rosso del sipario chiuso per venire sul proscenio, illuminato da una lunga schiera di lampadine, a deliziarci con una lunga canzoncina.

Finalmente il sipario si apre e inizia il sogno: grande menzione di merito va alle scenografie, veramente poetiche, che ci catapultano in notturni cieli stellati e ci fanno volteggiare tra le nuvole. L’atmosfera onirica è amplificata da fiumi di coriandoli e da non pochi palloncini. Molto bene anche le musiche e il vociare dei grilli in sottofondo. Un altro elemento incredibilmente riuscito è da attribuire alla sartoria del Franco Parenti: eccezionali i costumi, che contribuiscono con forza ad esaltare la situazione fiabesca.

Più volte i personaggi si rivolgono al pubblico, destinatario diretto di non pochi monologhi, tra i quali spiccano quelli del Timi volante. L’equilibrio precario non è appannaggio del solo cavaliere: anche l’angelo custode è scomodamente appeso su un carrellino lunare che si muove avanti e indietro sul limitare della scena. Per non parlare poi della prostituta, che trascorre gran parte del tempo sul tetto di quello che, a quanto pare, è un bar non molto ben frequentato.

Nel complesso un bello spettacolo, con tanti spettatori in estasi, nonostante l’eccesso di volgarità. Incredibile la scena finale, che ha luogo tra gli applausi del pubblico in visibilio: i cinque attori si presentano sul palco in abiti da sposa e ballano sulle note di Billie Jean di Michael Jackson, con tanto di luminose sfere argentate e fari da discoteca che inondano la platea.

 

uno spettacolo di e con Filippo Timi

e con Marina Rocco, Elena Lietti, Andrea Soffiantini, Michele Capuano

luci Camilla Piccioni

 

produzione Teatro Franco Parenti / Fondazione Teatro della Toscana

 

Orari, prezzi ed info https://www.teatrofrancoparenti.it/spettacolo/un-cuore-vetro-inverno/

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