AGATHA: MODERNA PECCATRICE SENZA POSSIBILITA’ DI REDENZIONE

Di Noemi Sferlazza

Dal 9 al 21 ottobre al Teatro Franco Parenti va in scena Tu sei Agatha, opera tratta dal romanzo semi-autobiografico della Duras. Uno spettacolo che mette a nudo (in tutti i sensi) un amore proibito e morboso, ma sempre un amore. Amore che viene sussurrato in una sorta di confessione dove però alla fine il peccato non viene lavato via e non c’è redenzione per i due protagonisti.

Appena si arriva in teatro si capisce che non si assisterà ad uno spettacolo qualsiasi. Prima dell’ingresso in sala si viene introdotti nel buio e nel fumoso mondo dei due personaggi. La nebbia avvolge lo spettatore che può scorgere solo una forte luce gialla. Qualche bisbiglio tra il pubblico, gli ultimi ritardatari che prendono posto e poi…

Una donna e un uomo completamente nudi cominciano a raccontare al pubblico la loro storia. Due amanti? Marito e moglie? No, la risposta arriva subito e colpisce lo spettatore come un pugno nello stomaco: due fratelli. Fratello e sorella che si nascondono nel buio per non far conoscere al mondo il loro peccaminoso segreto.

Un segreto che pesa sul loro cuore e li tormenta, un segreto dal quale cercano di prendere le distanze. Lei, lui… usano sempre la terza persona per narrare il loro racconto. La convinzione di recitare un copione scritto da altri, rende loro più sopportabile l’abisso di perdizione in cui sono caduti fin dalla tenera età e da cui finalmente Agatha tenta di fuggire definitivamente.

La fuga: ricorrente nei ricordi dei due protagonisti. Passato e presente si fondono e ci mostrano come i due abbiano da sempre cercato di allontanarsi l’una dall’altro, fallendo di volta in volta. Neanche i rispettivi matrimoni e figli riescono ad impedire che il legame e l’attrazione fatale si sciolga. La libertà sembra essere un’utopia, un punto in mezzo all’oceano oltre le boe di sicurezza, una meta che, per quanto i due protagonisti nuotino disperatamente, sono destinati a non raggiungere mai.

Una meta irraggiungibile a causa della paura. Paura di inabissarsi nelle profondità più recondite degli abissi e non avere una mano amica che ci impedisca di affondare. Paura di rimanere soli. Paura di andare avanti. Paura di cambiare. Paura di lasciare il porto sicuro dell’infanzia e crescere.

Sulla scena ci sono i corpi di due adulti, ma le loro parole e i loro atteggiamenti sono quelle di due bambini. Due bambini che vogliono avere qualcosa di impossibile. Due bambini che hanno sempre avuto tutto, ma che nonostante questo non sono in grado di accontentarsi. Un Eva e un Adamo moderni, che vivevano nel paradiso terrestre, ma che hanno deciso di cedere alla tentazione cogliendo il frutto proibito. La differenza tra le due coppie è che mentre i primi si vergognano della loro nudità, i secondi la vivono pienamente senza pudori. Dunque per loro niente perdono, solo sofferenza eterna.

da Agatha di Marguerite Duras
adattamento e regia Lorenzo Ponte
con Christian La Rosa e Valentina Picello
scena Davide Signorini
musica Sebastiano Bronzato
luci Giuliano Almerighi

produzione Teatro Franco Parenti
Si ringraziano Sabrina Sinatti, tutor del progetto – Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi – e Lab121.
Si ringrazia per la collaborazione VIE dei festival – Roma.

Orari, prezzi ed info https://www.teatrofrancoparenti.it/spettacolo/tu-sei-agatha/

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