Abbonamenti fa rima con Parenti: quella ragione in più per abbonarsi

di Matteo Resemini

Niente ricchi premi e cotillons, ma poco ci manca per affrontare la stagione 2018-2019 del Teatro Franco Parenti. Da settembre riprendere la solita routine potrà essere anche interessante, grazie a un abbonamento speciale che non potrà non entusiasmarvi appieno. Oltre alla riapertura delle scuole e delle palestre, riaprirà il teatro, la vera scuola dell’anima, la vera palestra delle emozioni. Volere o volare ci si deve abbonare!

Dietro a un semplice abbonamento teatrale si celano molte curiosità e particolari vicende storiche. Nell’antica Grecia per esempio, durante le Grandi Dionisie, le attività lavorative e politiche venivano appositamente sospese al fine di far partecipare tutti spettatori agli agoni poetici e alle tragedie.

I “biglietti di ingresso” allora avevano solitamente un prezzo modico, per i cittadini più poveri il costo veniva addirittura sostenuto dallo Stato, segno della convizione che il teatro fosse essenziale all’unità sociale e all’arricchiento umano.

Data la mancanza di carta e filigrane varie, ovviamente non venivano ceduti dei veri e propri biglietti, ma, secondo recenti scoperte archeologiche, si prestavano delle pietre incise, simili ai famosi ὄστρακα (ostraka) impiegati nelle assemblee popolari; il primo “abbonamento” ante litteram a dire il vero, e lo leggiamo nel Liber de Spectaculis di Marziale, risale al I secolo d.C. dopo l’inaugurazione dell’Anfiteatro Flavio, per garantire alle classi sociali più agiate un ingresso cumulativo di più giorni a più spettacoli.

I biglietti cartacei iniziarono però ad essere stampati a partire dalla fine del XVIII secolo. In Inghilterra in particolare Sua Maestà la Regina Vittoria ordinò un abbonamento per le opere shakespeariane di successo all’Old Vic Theatre di Londra.

Novecento a parte, abbonarsi al teatro di oggi, oltre a rappresentare una notevole convenienza economica, serve ad abbracciare una ritualità salda e continuativa nel tempo, senza separazioni o barriere. Un teatro rimane senza età e senza confini, una stagione che ne abbraccia quattro!

Nel prossimo cartellone del TFP, per un abbonamento Speciale di nome e di fatto, figurano alcuni appuntamenti imperdibili che ci disarmeranno come ladri in banca, a partire da Vorrei essere figlio di un uomo felice, un recital vivacissimo di e con Gioele Dix. Un monologo intenso e personale, un percorso vitale e di crescita che indaga senza banalità il carattere di un figlio qualunque e l’amore meritato di un padre qualunque.(20-25 novembre 2018).

Tornerà a solcare il palco del Parenti anche Lino Guanciale insieme a Gabriella Pession in After Miss Julie, un’opera ambientata nel luglio del 1945; crudezza e violenza allietati da una fine interpretazione attoriale, guidata dalla regia di Giampiero Solari. (11-23 dicembre 2018).

Attesissimo Massimo Dapporto nell’interpretazione di Un borghese piccolo piccolo con la regia di Fabrizio Coniglio (9-20 gennaio 2019).

Ma non solo! Anche la sarda più traboccante e Perfetta del teatro contemporaneo, Geppi Cucciari, in un monologo di humour femminile, tenero cinismo e dolce perfidia (23 gennaio-3 febbraio 2019).

Pierfrancesco Favino ne La notte poco prima delle foreste spingerà il suo pubblico a una moderna riflessione sulla moralità dell’isolamento umano e sull’infelicità affettiva che sovente ci affligge. Regia di Lorenzo Gioielli (5-10 febbraio 2019).

Stefano Accorsi rileggerà l’Orlando Furioso in Giocando con Orlando – Assolo. Il fascino di Accorsi, guidato dall’adattamento di Marco Baliani, colorerà con furia inaspettata e maestria le ottave di Ariosto (12-17 febbraio 2019).

Luigi Lo Cascio e Sergio Rubini in Delitto / Castigo si sdoppieranno a vicenda reinterpretando Dostoevskij (19-24 febbraio 2019).

Vinicio Marchioni dirigerà e interpreterà un adattamento da Anton Cechov, Uno Zio Vanja, indeterminativo solo di nome ma non di fatto (8-17 marzo 2019).

In più primeggiano altri grandiosi interpreti come Filippo Timi, Laura Marinoni, Luca Lazzareschi, Lella CostaAdriana Asti, Violante Placido et alii, diretti da registi come Gabriele Vacis, Mario Martone, Leo Muscato e Andrée  Ruth Shammah!

 

Ma veniamo al dunque e chiediamoci all’unisono come coreuti ellenici: Quale abbonamento scegliere? Le proposte sono di due tipi:

  • Abbonamento Classic (8 spettacoli a scelta su 16 titoli con almeno 3 titoli tra le produzioni del Teatro Franco Parenti)

Unico Prime file > 156€
Prime File > Sala Grande: dalla A alla D / Sala AcomeA: dalla A alla F
Intero (posti dal II settore) > 132€
Ridotto (dal II settore) Over65 / Under26 > 116€

RINNOVI
7 spettacoli a scelta su 16 titoli
con almeno 3 titoli tra le produzioni del Teatro Franco Parenti
+ 1 tagliando libero a scelta tra i titoli dell’Abbonamento Speciale

Unico Prime file > 156€
Prime File > Sala Grande: dalla A alla D / Sala AcomeA: dalla A alla F
Intero (posti dal II settore) > 132€
Ridotto (dal II settore) Over65 / Under26 > 116€

  • Abbonamento Speciale: 8 spettacoli (e che spettacoli!), a 180€ anziché a 304€ per le prime file. Gli stessi spettacoli (e che spettacoli!) con abbonamento ridotto a 140€! La disponibilità è limitata.

 

Come in un mercato delle meraviglie o a una fiera delle vanità, scegliete anche voi prodotti di stagione… Conviene!

 

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