LA DANZA AFRICANA DI IRÈNE TASSEMBEDO

di Lucia Belardinelli

Il 12 e il 13 maggio il Teatro Franco Parenti, contestualmente al percorso Passione Civile, ha ospitato Irène Tassembedo: coreografa ed insegnante tra le più importanti dell’Africa Occidentale, stimata in Europa e nel mondo, per uno stage di danza afro contemporanea.

Al suono dei tamburi si inizia a danzare con movenze tribali, in un crescendo senza sosta. È un ritmo che ricorda l’ardente sole africano, i riti di invocazione alla pioggia, le battute di caccia, le marce guerresche. Come per magia siamo trasportati nel continente nero e il foyer si tramuta in un’oasi di gioia.

La coreografa accenna appena i passi che prendono vita grazie a un gruppo che si anima al suono del bongo. Ciò che più colpisce di questo genere di danza è la sua capacità di trasportare, di indurre un movimento che viene dalle viscere, di permettere a chiunque di ballare e soprattutto di divertirsi. Un’energia incredibile trasporta tutti i presenti. Anche per chi osserva l’incontro si tramuta in un’esperienza coinvolgente, grazie a quel ritmo che ti rimane dentro.

Finita la prima sessione dello stage scambiamo due chiacchiere con Irène…

Da dove viene?

Vengo dal Burkina Faso, ho vissuto per un periodo a Parigi, ma sono tornata nella mia patria ormai da 10 anni. Vado dove il lavoro mi conduce; mi muovo per la danza, per il teatro, per il cinema. Cerco di lavorare in tutto il mondo.

Che genere di formazione ci vuole per questo genere di danza?

Penso che per tutte le danze contemporanee avere una buona formazione aiuti. Ma non c’è formazione per l’emozione. L’emozione aiuta alla comprensione rapida, la si ha e basta, e la si può mettere in ogni cosa. Oggi ho fatto una danza contemporanea africana ma non una danza tradizionale. I ballerini della mia compagnia devono avere tecnica, ma gli stage sono aperti a tutti: lo stage serve a dare un piccolo assaggio di quello che si può fare. In queste occasioni il livello dei partecipanti è abbastanza eterogeneo: questo aspetto è molto stimolante.

È sempre la musica che conduce la danza?

Quando non conosco gli studenti lavoro così: chiedo al musicista di partire con una melodia, di darmi un ritmo e io mi adatto. Ma quando il musicista lavora stabilmente con me e la mia compagnia sono io che chiedo un ritmo: ma tutto è possibile. Uso questo tipo di accompagnamento spesso, ma non mi chiudo a nessuna influenza. Ho fatto anche degli spettacoli con il violino e con la batteria, non uso necessariamente le percussioni, ma i musicisti sono sempre live.

In Africa si balla e si suona abitualmente così?

In Africa ci sono molte tipologie di danze che variano a seconda dei paesi. Ci sono anche molti strumenti diversi: si tratta di una ricca moltitudine. La poca conoscenza che gli europei hanno dell’Africa li porta a credere che la danza africana sia univoca, ma in realtà è un concetto molto largo, che noi stessi non conosciamo del tutto.

Per ulteriori info cliccate qui.

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