Verso Sankara: il sogno africano

di Elena Clementi

Verso Sankara- Alla scoperta della mia Africa, in scena al Teatro Franco Parenti fino al 20 maggio, è il racconto appassionante e appassionato del viaggio che Alberto Malanchino, giovane attore italo-burkinabé, protagonista dello spettacolo, ha fatto in Africa per riscoprire le sue origini e quelle della grande rivoluzione di Thomas Sankara, il “Che Guevara” africano.

Lo spettacolo segue le pagine di un diario, quello che Alberto Malanchino ha scritto durante il suo ritorno in Africa quattro mesi fa. Tramite le sue parole, il pubblico “sfoglia” queste pagine di pensieri e inizia un viaggio al centro del continente africano: il Burkina Faso.

Alberto è un métis, come lui stesso ci fa notare: padre italiano, madre burkinabè, bianco per gli africani, nero per gli italiani. Per questo, le prime cose che nota in Africa sono quelle che la distinguono dall’Italia: niente cartelloni pubblicitari di prodotti alla moda negli aeroporti, tantissima terra rossa e polverosa, ma soprattutto famiglie numerosissime, dai confini indefiniti e ricche di bambini.

Alberto, Boubà in Africa, rivede la sua famiglia materna dopo venti anni; le descrizioni, brevi ma efficaci, dei suoi parenti permettono agli spettatori di vederli uno dopo l’altro, come se effettivamente presenti in scena, mentre lo accolgono con affetto e curiosità, accettando con gioia i cioccolatini che ha portato loro in dono.

Compagna di viaggio speciale è la musica africana, che per tutto lo spettacolo ci accompagna attraverso i meravigliosi strumenti tradizionali in legno suonati dal vivo da Moussa Sanou, musicista burkinabé, che interviene spesso anche con intermezzi cantati o scambi di battute col protagonista. Grazie alla musica e alla straordinaria versatilità e presenza scenica di Malanchino, seppure con una scenografia semplicissima ,fatta di teli su cui sono proiettate immagini e video e un bidone in latta, si crea una bellissima atmosfera africana di allegra malinconia.

Man mano che il racconto prosegue, le vicende personali lasciano spazio al vero fulcro dello spettacolo: Thomas Sankara e il suo sogno perduto. Sono riportati tutti gli incontri che Alberto Malanchino e il regista Maurizio Schmidt, in viaggio col primo in preparazione dello spettacolo, hanno avuto l’onore di fare con coloro che la rivoluzione l’hanno vissuta in prima persona.

Così, anche attraverso contributi video delle interviste, conosciamo l’ex commissaria della rivoluzione, M.me Germaine Pitroipa, l’ex ambasciatore del governo in Libia, Mousbila Sankara, l’ex ministro del lavoro, Fidéle Toè e tante altre persone affascinanti, attraverso le cui parole si hanno delle toccanti ed emozionanti immagini di chi fosse Sankara e di cosa abbia rappresentato per il Burkina Faso e per chi l’ha potuto conoscere.

Decidere di raccontare questa importante e rivoluzionaria figura del secolo scorso attraverso contributi diretti è una scelta che si rivela molto funzionale al teatro e alla possibilità restituire, in poco tempo, un’immagine il più possibile completa e approfondita del personaggio e delle straordinarie azioni politiche che fece per il suo paese. Questo contribuisce a far nascere nel pubblico una grande solidarietà per la sua causa e un’interesse profondo per la sua persona, permettendogli si apprezzare le straordinarie qualità umane di Sankara e la sua visione rivoluzionaria del mondo, che purtroppo non è riuscito a realizzare appieno.

Nella parte finale dello spettacolo, Malanchino racconta del suo suggestivo incontro con i fratelli di Sankara e di come questo viaggio alla ricerca delle sue radici l’abbia cambiato in profondità, facendogli scoprire la sua parte africana, che forse ha molto di quel presidente rocker, figura di riferimento del panafricanismo, che tutti chiamavano Tomà e dal quale il mondo avrebbe molto da imparare.

Uno spettacolo coinvolgente, un interprete straordinario, un omaggio a un leader ribelle a trent’anni dalla sua morte.

“Non é possibile effettuare un cambiamento fondamentale senza una certa dose di follia. In questo caso si tratta di non conformità: il coraggio di voltare le spalle alle vecchie formule, il coraggio di inventare il futuro. Ci sono voluti i pazzi di ieri per permetterci di agire con estrema chiarezza oggi. Voglio essere uno di quei pazzi. Dobbiamo avere il coraggio di inventare il futuro.”

 

Per informazioni, prezzi e biglietti: https://www.teatrofrancoparenti.it/spettacolo/verso-sankara/

Con Alberto Malanchino

regia e drammaturgia Maurizio Schmidt

musica dal vivo Moussa Sanou

tecnico luci Massimo Guarnotta

macchinista Federico Fe’ d’Ostiani

aiuto regia Maria Vittoria Bellingeri

organizzazione Davide Pansera

produzione Farneto Teatro

in collaborazione con Tamat, AICS e festival del Mondo in Comune

Teatro Franco Parenti

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