(MAL)EDUCAZIONE (TRAN)SIBERIANA: COME PEPPA PIG HA TOLTO LO SCETTRO ALLE PRINCIPESSE: LA PAROLA AL PUBBLICO

di Noemi Sferlazza e Valeria Nobile

 

C’era una volta, al Teatro Parenti,

uno spettacolo con attori sorprendenti;

il suo titolo “Maleducazione transiberiana” era      

e noi lo abbiamo visto per voi un venerdì sera.       

Un argomento controverso veniva trattato

e perciò il parere popolare andava ascoltato.

Ecco dunque i risultati ottenuti

dopo aver vinto le barriere anche dei più sostenuti…

 

Prima che il sipario si alzi,

una domanda è d’obbligo a chi abbiam dinanzi…

 

Perché hai scelto questo spettacolo?

“Perché sono stata invitata e ho deciso di approfittarne” (Claudia, 40 anni, coglitrice di occasioni al volo)

“Un po’ a caso e poi lavoro coi bambini” (Mattia, 41 anni, quando si dice avere le idee chiare…)

“Allora… mi incuriosiva. Diciamo che non sono un’appassionata di teatro però questo titolo mi stuzzicava e quindi eccomi qua” (Agnese, 32 anni, figliola prodiga)

 

Sai dirci a cosa si ispira il titolo “Maleducazione transiberiana”?

 “No! Perché dovrebbe ricordarmi qualcosa?” (Nina, 29 anni, non una grande fan di Salvatores insomma)

“Noi abbiamo in mente <<Maleducazione siberiana>> quella del film, ma non sappiamo se c’entri qualcosa” (Anna e Carlo, 30 e 33 anni, cari ragazzi ci siete quasi… insomma del genere “ritentate e sarete più fortunati”)

“<<Educazione siberiana>>, credo, anche se non ho visto il film e non so quale sia la connessione” (Angelo, 38 anni, vincitore morale di…una calorosa stretta di mano!)

 

Da bambino quale favola/fiaba ti raccontavano prima di andare a dormire?

“Cenerentola”, “Biancaneve, Cenerentola, la Sirenetta”, “La Bella addormentata nel bosco” (Enrica, Costanza, Martina, rispettivamente 25, 35, 29 anni, sconosciute da una vita, ma con una passione comune: riuscite ad indovinarla?)

Dopo questa ovazione principesca proviamo con qualche uomo sperando in qualche risposta più originale…

“Pinocchio, me lo ricordo perché mio padre me la raccontava con la fisarmonica” (Diego, 36 anni, figlio “d’arte”)

“Non mi ricordo i titoli ma in una c’era un acciarino magico e in un’altra tre cani” (Fabio, 44 anni, cugino di primo grado della Sfinge)

 

Favole e cartoni animati: abbiamo abbandonato la fantasia in favore del consumismo?

“Eh purtroppo i cartoni stanno cambiando. Abbiamo ragazzi che adesso hanno 20 anni e i cartoni di una volta erano più belli!” (Marica, 50 anni, conservatrice inossidabile)

“Non lo so perché sono adulto e, non vedendo più cartoni e non avendo figli a cui raccontare storie, non posso fare un paragone” (Ennio, 38 anni, se si trattasse di un’elezione sarebbe una scheda bianca)

“Oggi cercano di venderti tante cose con la scusa di educare, tipo pupazzetti e tanta altra roba, che poi siano educativi… più che altro vogliono far girare i soldi…” (Attilio, 48 anni, ah il denaro!)

Come sempre alla carica torniamo,

e alla fine nuove domande poniamo…

 

Torneresti bambino se potessi?

“Certo!” (Lucia, 37 anni, Peter Pan in gonnella)

“Mi piacerebbe tornare bambina, ma con la consapevolezza di oggi” (Giulia, 34 anni, purtroppo ti tocca scegliere bella mia: o l’uovo o la galllina)

“A chi non piacerebbe!” (Matteo, 57 anni, impossibile non dargli pienamente ragione)

 

Nello spettacolo vengono reinterpretate diverse poesie: tu conosci una poesia da recitarmi a memoria?

“M’illumino d’immenso” (Giovanni, 29 anni, ermetico per passione)

“La donzelletta vien dalla campagna in sul calar del sole, col suo fascio dell’erba; e reca in mano un mazzolin di rose e viole, onde, siccome suole, ornare ella si appresta dimani, al dí di festa, il petto e il crine… (non la riportiamo nella versione integrale, ma vi assicuriamo che ci è stata interamente recitata a memoria)” (Annamaria, 27 anni, fidanzata del sopracitato Giovanni e dimostrazione vivente che gli opposti si attraggono)

 

Se potessi trasformarti in un personaggio di fantasia chi sceglieresti?

“Lupin, il ladro gentiluomo” (Giorgio, 55 anni, novello Georges Descrières)

“Lady Oscar” (Eva, 30 anni, potere alle donne)

“Cristina D’Avena” (Fabiola, 49 anni, fuori tema: 6 meno meno)

“Pollon, perché era sempre allegra mentre io non lo sono quasi mai” (Margherita, 31 anni, “Miss bonjour tristesse”)

 

L’ultima domanda la prendiamo in prestito dallo spettacolo: cosa vuoi fare da grande? O meglio: cosa sognavi di diventare quando eri bambino?

“Astronauta” (Giancarlo, 36 anni, alzi la mano chi non ha mai avuto la stessa ambizione)

 “Paperon de’ Paperoni: cioè un miliardario” (Guido, 27 anni, hobby: sognare in grande, anzi grandissimo)

“Pattinatrice” (Carolina, 25 anni, no di cognome fa Frasca non Kostner)

 

Cari lettori, ad un epilogo siam giunti,

unendo tra loro i diversi spunti.

Tra principesse indebitate e Holly e Benji con il pallone,

state pur certi: le risate in questo spettacolo fan da padrone.

Qualche filosofo sentirete nominare,

Ma state tranquilli, nessuno vi vuol interrogare.

E come ogni favola che si rispetti

una morale ci vuole, per mille folletti!

E allora dunque eccola qua

in tutta la sua semplicità:

se il basic instict curiosità vi ha lasciato

presto è ora, corri a teatro!

 

Una creazione di Davide Carnevali
con Fabrizio MartorelliSilvia Giulia MendolaAlberto Onofrietti
e la partecipazione di Caterina Capparucci / Angiolina Teresa Ruota

produzione Teatro Franco Parenti

 

Orari, prezzi ed info https://www.teatrofrancoparenti.it/spettacolo/maleducazione-transiberiana/

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