La corruzione dell’umanità: “La scomparsa di Josef Mengele”

di Silvia Bellinzona

Giovedì 12 aprile, alle ore 18.30 presso la Sala AcomeA del Teatro Parenti, un incontro con uno dei più conosciuti autori e sceneggiatori francesi, Olivier Guez, su una delle figure più terribili del secolo passato: Josef Mengele.

Ogni anno si celebra, il 27 gennaio, la Giornata Internazionale della Memoria, perché l’uomo non dimentichi il dolore e la perdita che i propri simili hanno causato. Proprio per evitare che il passato si ripeta, è essenziale che il ricordo non si limiti agli oppressi e ai perseguitati, ma che si spinga oltre, portando consapevolezza e riflessione anche sui carnefici, sulla lucida follia con cui hanno reciso le trame di milioni di persone e sulle loro banali vite, votate a un’ideologia che professava l’esistenza di una superiorità tramite esperimenti e studi senza veri fondamenti scientifici.

Sulla scia di questi studi folli, si inserisce anche Josef Mengele, medico nazista nel campo di concentramento di Auschwitz dal 1943, soprannominato Todesengel, “angelo della morte”, fautore di sperimentazioni su quelle che definiva lui stesso le sue “cavie”. Come detto dallo stesso Olivier Guez, “Mengele è un medico nazista, il che significa che deve curare il popolo, non le persone. Per curare il popolo, può usare categorie di persone che sono inferiori, che il nazismo [considera] inferiori”.

Con la fine del secondo conflitto mondiale, dopo la liberazione dei prigionieri dai campi di concentramento e sterminio e l’inizio dei processi contro i nazisti, Mengele, come altri colpevoli di crimini contro l’umanità, tra cui Adolf Eichmann, organizzatore della soluzione finale, fugge in Sudamerica. Mengele, come si legge nel volume, dopo aver reperito documenti falsi a Termeno, in Alto Adige, salpa dal porto di Genova per un viaggio di settimane alla volta di Buenos Aires, per poi cercare rifugio anche in Paraguay e in Brasile, dove, aiutato dai filonazisti sudamericani e da conoscenze in patria, conduce una vita celando la sua vera identità e facendo perdere le proprie tracce.

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Quest’opera arriva quindi per colmare alcuni vuoti che ruotano intorno alle azioni dell’angelo della morte, perché “Olivier Guez ci dà con il suo La scomparsa di Josef Mengele il tassello che mancava alla sterminata letteratura su questo infame individuo”, come ha sottolineato Corrado Augias, ne Il venerdì di Repubblica, per descrivere il romanzo vincitore del prestigioso Prix Renaudot.

Ciò che più colpisce leggendo delle vicende intime riguardanti Josef Mengele è l’assoluta assenza di sensi di colpa, che caratterizza lui e altri fedeli al regime hitleriano: all’unico figlio, in cerca di risposte su Auschwitz, dichiara che il suo dovere era “proteggere la comunità organica biologica, purificare il sangue, sbarazzarlo dai corpi estranei”. Un dovere cieco, capace, se assecondato, di far dimenticare l’essenziale confine tra giusto e sbagliato, tra umano e disumano.

Nell’incontro al Teatro Parenti, l’autore dialogherà con Wlodek Goldkorn ed Elena Loewenthal, per immergersi “nella vita individuale, nella carne e nel sangue di un uomo di cui niente può giustificare l’esistenza.” (Le Monde)

giovedì 12 aprile h 18:30
Sala AcomeA
Presentazione del libro
La scomparsa di Josef Mengele di Olivier Guez
Edizioni Neri Pozza
dialogano con l’autore
Wlodek Goldkorn ed Elena Loewenthal letture di Federica Fracassi

Per maggiori informazioni cliccate qui.

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