SE LA PENNA È DONNA: AMATI ENIGMI

Di Noemi Sferlazza

La storia della scrittura e del giornalismo è costellata di personalità più o meno celebri, ma alcuni, nonostante il riconosciuto talento, rimangono nell’ombra e ignoti al “grande pubblico”. Amati enigmi, in scena al Parenti dal 28 febbraio, vuole invece rendere giustizia a una figura poco conosciuta e molto importante del ‘900 letterario. 

Facciamo un esperimento. Alzi la mano chi conosce Benedetto Croce. Tutti. Ottimo, adesso alzi invece la mano chi ha mai sentito parlare di Clotilde Marghieri. Nessuno? Risultato prevedibile.

Ma chi era Clotilde? Classe 1897, scrittrice e giornalista napoletana. “Il Mattino” e “Il Corriere della Sera” sono solo alcune delle numerose testate con cui ha collaborato. Vincitrice del Premio Viareggio con Amati enigmi nel 1974.

In un’epoca in cui si discute sempre più spesso di parità di genere, quote rosa e gender gap è di vitale importanza costruirsi una cultura su esempi concreti di donne forti e coraggiose che si sono distinte nel panorama culturale novecentesco. Bene Clotilde Marghieri è una di queste. Una donna indipendente e atipica che con le sue parole ha saputo descrivere l’animo umano nelle sue infinite sfaccettature.

Ma come era essere donna nella prima metà del ‘900? E giornalista soprattutto? Come ci insegna Nellie Bly (pseudonimo di Elizabeth Jane Cochran), giornalista americana creatrice del genere di giornalismo sotto copertura, la strada da seguire è irta e presenta numerosi ostacoli. Ma se si ha tenacia e determinazione niente è impossibile: nemmeno essere l’unica donna a realizzare il giro del mondo in 80 giorni.

Clotilde Marghieri e Nellie Bly sono solo due, ma la lista di ragazze ribelli potrebbe allungarsi e attualizzarsi sempre di più: non solo donne di cultura, ma anche di scienza come Marie Curie o Rita Levi Montalcini o dello spaziocome la sorridente Samantha Cristoforetti. Ognuna di esse ha una storia unica e straordinaria che, ora come mai, necessita di essere portata alla luce e diffusa.

L’opera epistolare della Marghieri è messa in scena da Licia Maglietta in uno spettacolo di cui è autrice, regista e interprete. Attrice polivalente, napoletana come la stessa Marghieri, Licia Maglietta ha debuttato con Amati enigmi proprio a Napoli, città di cui la scrittrice e giornalista è stata una grande voce.

In una società patriarcale, dove gli uomini hanno sempre avuto più attenzioni, è fondamentale riconoscere finalmente il valore di una figura femminile così importante e portarla a teatro, in un luogo dove la presa di coscienza può essere collettiva e non di genere. Quindi uomini, ma soprattutto donne, siete tutti invitati ad assistere allo spettacolo Amati enigmi in cartellone al Parenti dal 28 febbraio.

da Clotilde Marghieri

con Licia Maglietta

mandolino Tiziano Palladino

regia, drammaturgia e scene Licia Maglietta

luci Cesare Accetta

video Massimo Maglietta

 

produzione Fondazione Campania dei Festival

 

Orari, info e prezzi https://www.teatrofrancoparenti.it/spettacolo/amati-enigmi/

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