Poesia per “non essere sé, ma tutti”: Carlo Cecchi legge Elsa Morante

di Valeria Nobile

Ospite fisso ed affezionato del Teatro Franco Parenti, Carlo Cecchi torna domenica 11 febbraio al Salone Pier Lombardo in occasione di uno degli incontri della rassegna “Per amore della Poesia” omaggio più che necessario alla poesia italiana attraverso le grandi voci dei personaggi più interessanti della scena teatrale. Protagonista di questo incontro sarà la poesia di Elsa Morante.  

Dopo averci regalato un Pirandello indimenticabile lo scorso novembre, il grande attore dedica una lettura d’attore all’amica Elsa Morante, partendo dalla lettura de La canzone degli I.M e degli F.P, appartenente al canzoniere “Il mondo salvato dai ragazzini” (1968). Una raccolta che Pier Paolo Pasolini definì “un manifesto politico scritto con la grazia della favola, con umorismo, con gioia” e che spazia tra le più diverse forme di poesia tradizionale, tra canzoni, favolette morali e un atto unico teatrale (La commedia chimica).

La canzone degli I.M e degli F.P sigle che stanno rispettivamente per “Infelici Molti” e “Felici Pochi” – è una riflessione sulla felicità: Elsa Morante sembra chiederci se sia possibile esser felici. Probabilmente sì, ma, come il titolo della canzone ci suggerisce, la felicità non sarà mai uguale per tutti, perché saremo sempre divisi in F.P e I.M.

Nessuno potrebbe raccontare, leggere e far rivivere Elsa Morante come Carlo Cecchi, per il rapporto che lo ha legato alla scrittrice romana. La loro amicizia nasce nel 1965, quando Cecchi, ancora ragazzo, rimane folgorato dalla bellezza e dall’intelligenza di questa donna straordinaria che aveva la capacità di “trattarti come se ti conoscesse da sempre”, come ricorda l’attore in una delle sue rare interviste.

Carlo Cecchi, insieme al critico Cesare Garboli, diverrà curatore, a partire dagli anni ’80, delle Opere della Morante per Mondadori. Nel 2012, inoltre, Cecchi curerà con Irene Babboni i Racconti Dimenticati, riportando alla luce, oltre ai quattordici racconti esclusi da Lo scialle andaluso, i racconti e le novelle pubblicati su giornali e riviste negli anni 1937-1947, più una serie di “Aneddoti infantili” e un’opera inedita ritrovata tra le carte dell’autrice. Cecchi, dunque, si presenta come una sorta di erede naturale e spirituale del pensiero di Elsa Morante, del suo essere inno “alla provocazione intelligente, al gusto culturale e allo stile tra classicità e stravaganza”, come dichiara lo stesso attore.

Ma cos’è la poesia per Elsa Morante? È l’avventura disperata di una coscienza, di un individuo che tende e cerca di identificarsi con tutti gli altri esseri viventi della terra. Poesia per “non essere sé, ma essere tutti”, che si intreccia così con i temi della vita politica e religiosa. L’autrice rivolge le sue speranze soprattutto ai giovani, ai F.P che hanno davvero il potere di cambiare e di salvare un mondo apparentemente senza speranza.

Nel 50esimo anniversario di quel movimento socio politico che vide gli studenti di tutta Europa protagonisti in prima linea contro le incoerenze della società capitalista, il pensiero della Morante si rivela più che mai attuale. La voce di Carlo Cecchi – di quell’ “amico di tutta la vita”, come lo definì la stessa Morante –  è pronta, dunque, a trasportarci in un viaggio di straordinaria intensità e profondità attraverso le parole di una delle autrici italiane più intriganti di sempre.

“Carlo Cecchi legge Elsa Morante”, domenica 11 febbraio, h 21:00, Sala Grande.

Per maggiori informazioni cliccate qui

 

 

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