Sorelle Materassi: un po’ di tolleranza e molta allegria

di Monica Lucioni

“…ma ve n’erano d’ogni specie e colore, d’ogni età, e qualche volta di tale sagoma o sproporzione da seminare soltanto un po’ di tolleranza e molta allegria giacché l’amore di qualunque specie, non è mai triste”.  

Così parlava delle coppie Aldo Palazzeschi nel 1934, scrivendo Sorelle Materassi. In effetti, leggendo quest’opera o, come ci auguriamo che sia il vostro caso, vedendola in scena al Teatro Franco Parenti nell’adattamento di Ugo Chiti e con la regia di Geppy Gleijeses, sicuramente siamo messi di fronte a molte forme d’amore, d’ogni specie e colore, d’ogni età, oltre che a molto divertimento.

L’amore infatti, come ci fa notare Palazzeschi, non è sempre da immaginare come una coppia di ventenni che porta in giro lo straripante rigoglio della gioventù: l’amore a volte è goffo, altre volte è inappropriato, non ricambiato, disperato o illuso, e senz’altro non ve n’è un solo tipo.

Cos’è, ad esempio, l’adorante devozione di tre zie zitelle per il nipote, se non una forma – a tratti pericolosa – d’amore?

La pièce racconta con spirito e ironia l’arrivo dell’affascinante Remo nella vita di tre anziane signore di un sobborgo fiorentino. Si tratta del figlio di una sorella morta, che risveglia in loro i sentimenti anestetizzati dalla vita solitaria e dalla routine. L’incapacità di rifiutare qualunque desiderio del nipote si scontrerà però con i guadagni limitati derivanti dal loro lavoro di sarte. E così liti, debiti e confessioni di scelte opportunistiche riempiranno un racconto che è un’analisi sottilissima e commuovente dei bisogni del cuore umano.

Le interpreti poi, Lucia Poli, Milena VukoticMarilù Prati, rendono lo spettacolo vivace e vivo, godibile anche da chi della storia già sa ogni dettaglio.

Sorelle Materassi non è però solo una pièce divertente: l’opera – ed è forse questa la sua più grande qualità – unisce comico e drammatico, facendoci ridere di quest’amore goffo e devoto, ma mostrandocene anche il retrogusto amaro, la malinconia. La riflessione su uno dei desideri più basici (e più nobili) dell’essere umano, amare ed essere amati, si intreccia in Palazzeschi alla critica sociale e della buona società borghese, in un testo che da più di ottant’anni è terreno fertile per adattamenti teatrali e cinematografici, offrendosi con quella semplicità e quello spirito tagliente che ne hanno fatto la qualità distintiva e vincente.

Non perdetevi dunque l’occasione di godere della sottile ironia e della ricchezza umana che la storia di Palazzeschi offre, oltre che della notevole interpretazione che un trio d’eccezione come Poli, VukoticPrati ne dà.

di Aldo Palazzeschi
adattamento Ugo Chiti
con Lucia Poli, Milena Vukotic 
e con Marilù Prati
e Gabriele Anagni, Sandra Garuglieri, Luca Mandarini, Roberta Lucca
regia Geppy Gleijeses
scene Roberto Crea
luci Luigi Ascione
costumi Ilaria Salgarella, Clara Gonzalez Liz Ccahua coordinate da Andrea Viotti, Accademia Costume&Moda, Roma-1964
musiche Mario Incudine
produzione Gitiesse Artisti Riuniti

Per orari, prezzi e altre informazioni: https://www.teatrofrancoparenti.it/spettacolo/sorelle-materassi/

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