Noi attori non siamo niente senza il pubblico – Intervista a Rosario Lisma

di Giovanni Piras

Rosario Lisma, classe 1975, autore teatrale e attore sia di cinema che di teatro, porta per la prima volta L’operazione al TFP. Terza pièce ospitata nelle nostre sale dopo Peperoni difficili e Bad and breakfast, Rosario ci svela un’aspetto del mestiere precario dell’attore che non sempre viene allo scoperto, ma fin troppo familiare per gli adetti ai lavori.

Come nasce questo spettacolo?

Questo spettacolo nasce molti anni fa, nel 2007. Dopo un paio d’anni l’ho portato al Festival del teatro di Napoli e ha vinto il Premio Eti-Nuove Sensibilità nel 2009. Nasce da un’esigenza: come atto d’amore verso il mio mestiere, quello dell’attore, e come atto d’amore verso la mia generazione, quella dei trentenni e quarantenni che cercano di realizzare i proprio sogni, ma si scontrano con l’ottusità di coloro che detengono le chiavi del successo. Anzi correggo: è un atto d’amore verso chi insegue i propri sogni.

Il tema dello spettacolo nello spettacolo: gli attori vogliono rappresentare una pièce sulle Brigate rosse. Come mai hai scelto questo soggetto?

I testi che scrivo vogliono essere molto divertenti e vogliono essere inclusivi nei confronti del pubblico, ma vogliono dire anche le cose come stanno, le verità scomode. Rappresentiamo il parallelismo tra un gruppo di attori che in un sotterraneo cercano in ogni modo di fare il loro spettacolo e una cellula brigatista. Mi sono sempre chiesto: cosa spingeva un ragazzo di vent’anni ad andare in clandestinità rischiando la vita? Lo spinge un sogno folle, quello di realizzare qualcosa di grande e ideale. Questo lo fanno anche gli artisti: cercano, nonostante tutte le difficoltà, di unirsi e realizzare qualcosa di grande per migliorare la società. Ma la società a volte genera frustrazione, in questo caso un critico che non ti guarda nemmeno, e può causare degli atti spropositati.

Il suo spettacolo si ispira a dei fatti personali?

Sì, ed è stata questa la molla a ispirare la pièce: a quel tempo stavo lavorando a uno spettacolo molto bello a Genova. Abbiamo avuto un discreto successo di pubblico e abbiamo portato lo spettacolo in tournée. A Roma, nonostante i pochi mezzi, cercammo di invitare dei critici, ma non si presentò nessuno. Fu una grande delusione. Decisi di reagire com’è giusto che io reagisca, con il mio lavoro: ho scritto questo testo che, andato in scena, ha avuto davvero un grande successo e ritengo sia ancora attuale, dato che lo rappresentiamo da dieci anni. Noi attori non siamo niente senza il pubblico (mi suggerisce di metterlo come titolo, ndr), è solo il pubblico che decide di noi, non la critica.

Il tema trattato è molto serio e delicato; nonostante questo ha scelto di scrivere una commedia tragicomica. Perché?

Questa è la cifra che prediligo, il mio modo di fare teatro. Più che definirla commedia tragicomica direi che è una commedia umoristica, è il manifesto stilistico di quello che faccio. Amo il naturalismo e presentare i personaggi nei loro spaccati quotidiani ma con la lente dell’umorismo, perché la vita è comica se la sai vedere sotto questo aspetto, e nello stesso tempo una cosa che ti fa ridere può far riflettere e portare a compassione.

Cosa pensi del teatro italiano di oggi? È cambiato rispetto a dieci anni fa?

È sicuramente cambiato qualcosa, per esempio c’era una moda fasulla che snobbava il teatro di parola o testi contemporanei, e invece adesso ci sono! Secondo me è merito del pubblico che ha rivolto il suo favore al teatro di parola. Non c’è più solo un grande critico, c’è stata una dispersione del potere. Purtroppo rimane sempre qualcuno che orienta i gusti di coloro che non sono capaci di avere i propri e, spesso, alcuni critici italiani tendono ad accodarsi alla tendenza dominante (fa pensare al Conformista di Gaber, ndr).

 

Stavolta gli attori non si troveranno in uno scantinato, ma saranno tutti presenti nella sala 3 del Teatro Franco Parenti da martedì 21 novembre a giovedì 14 dicembre.

Critici e pubblico non potete mancare!

 

L’OPERAZIONE

di Rosario Lisma

con Ugo Giacomazzi, Rosario Lisma, Fabrizio Lombardo, Andrea Narsi e con Gianni Quillico

Luci Luigi Biondi

Tema Musicale Gipo Gurrado

Aiuto regista Francesco Traverso

Direttore dell’allestimento Alberto Accalai

Macchinista Mattia Fontana

Attrezzista Alessia Margutti

Costumi Neva Viale ripresi da Simona Dondoni

Scene costruite presso il laboratorio del Teatro Franco Parenti

Si ringrazia Alessia Donadio

Produzione Teatro Franco Parenti in collaborazione con Jacovacci e Busacca

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