La strada del miracolo: Colson Whitehead e la sua ferrovia sotterranea

di Silvia Bellinzona

 «Il libro che mi spaventava»: così l’autore de La ferrovia sotterranea (pubblicato in Italia da Edizioni Sur), Colson Whitehead, vincitore del Premio Pulitzer per la narrativa e del National Book Award, descrive il suo romanzo, che Italo Calvino avrebbe definito “iperromanzo” e che Barack Obama scelse per le sue vacanze a Martha’s Vineyard.

Whitehead, infatti, aveva avuto l’idea del libro già nel 2000, ma solo quattro anni dopo decise che era tempo di affrontare i demoni del passato americano – schiavitù, violenza e razzismo – ancora troppo attuali.

Non si tratta di un romanzo storico, ma viene reificata la cosiddetta “ferrovia sotterranea”, quella rete eterogenea di simpatizzanti e complici abolizionisti che aiutava gli schiavi a raggiungere gli Stati americani del Nord. Questa “terra promessa”, però, non rappresentava la salvezza certa, specie dopo l’approvazione della legge del 1793 con la quale le autorità del nord erano obbligate ad assistere i cacciatori di schiavi, considerati proprietà.

Colson Whitehead crea una vera ferrovia nel suo romanzo, costruita sottoterra, tonnellata dopo tonnellata, da uomini e donne, «faticando nel ventre della terra per liberare gli schiavi dalle loro catene […] All’entrata c’eri tu, e chi eri prima di intraprendere quel viaggio sottoterra, e all’uscita c’è una persona nuova che esce finalmente a fare i primi passi nella luce. Il mondo che sta sopra deve sembrare così banale rispetto al miracolo che sta sotto, il miracolo che avete costruito con il vostro sudore e il vostro sangue».

Un libro scioccante, emozionante, dove la realtà viene amplificata, sorprendendo il lettore. Di questo shock ne è testimonianza William Thomas, direttore della casa editrice Doubleday, che all’inizio dell’estate 2016 aveva spedito una lettera ai librai americani scrivendo: «”La ferrovia sotterranea mi ha profondamente turbato, tanto che dopo aver finito di leggerlo sono uscito in strada e ho cominciato a camminare, come sotto choc, per cercare di analizzare l’onda di emozioni che mi aveva travolto».

Anche Oprah Winfrey, celebre presentatrice televisiva americana, decise di scegliere La ferrovia sotterranea per il suo Oprah Book Club: «Comprate questo libro, una copia per voi e una per una persona che conoscete perché vorrete assolutamente parlarne con qualcuno, quando avrete letto l’ultima pagina, che vi darà un colpo al cuore». Ottenuto il bollino con la O della Winfrey, garanzia di visibilità, l’editore anticipò di un mese la pubblicazione del libro, aumentando anche il numero di copie dalle 50 mila iniziali a 200 mila.

Imperdibile.

 

Incontro con Colson Whitehead
per presentare La ferrovia sotterranea (Edizioni Sur)
Vincitore del Premio Pulitzer per la narrativa e del National Book Award

Dialoga con l’autore Daria Bignardi

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