Rossini e i ragazzi: l’opera può essere ancora attuale?

di Giovanni Piras

L’opera e Rossini, attuali oggi come allora, incantano un giovane pubblico di studenti milanesi la mattina del 10 aprile. Nella cornice del Teatro Franco Parenti.

Oggi ai più l’opera sembra elitaria, riservata unicamente a intenditori di vecchia data o a borghesi dalla posa intellettuale. E se questa può essere la visione di un adulto nei confronti del mondo operistico, figuriamoci come potrà essere quella di un bambino, o di un adolescente: nella peggiore delle ipotesi non ne ha mai sentito parlare, nella migliore, invece, avrà presente alcune arie o motivetti ma senza capirne il senso o ignorandone la provenienza. Agli adulti e ai ragazzi, l’opera sembra spesso parlare un’altra lingua, incomprensibile ai più, una lingua che fa molta fatica a comunicare a noi contemporanei.

E invece l’esperienza dimostra il contrario. L’opera è popolare, cioè del popolo, e può parlare ancora oggi a tutti, soprattutto a coloro che saranno il pubblico teatrale del domani. Ma questi piccoli e giovani spettatori hanno bisogno di essere accolti e, soprattutto, guidati in questo mondo per loro nuovo. È necessario che qualcuno trasmetta la bellezza e la meraviglia, o meglio, che gliela sveli: questo è il modo migliore per innamorarsi dell’opera.

Opera education, a cura di AsLiCo (Associazione Lirica e Concertistica Italiana), è la principale piattaforma italiana di educazione musicale e ha il merito di introdurre e spiegare l’opera ai bambini e ai ragazzi dalla prima infanzia alla maggiore età. I tanti progetti e modi di presentare la musica e la storia, con l’aiuto di laboratori, rende la lirica accessibile e godibile ai bambini e ragazzi di tutte le età. È una missione difficile, eppure questi sono i migliori anni per poter educare l’orecchio e la sensibilità. E così il progetto Opera education è approdato al Teatro Franco Parenti: tre appuntamenti per tre diverse fasce di età, con l’obiettivo di aprire il mondo della lirica oltre i pregiudizi. Con quale opera? La scelta per quest’anno è caduta sulla celebre opera buffa di Gioacchino Rossini: Il barbiere di Siviglia.

Abbiamo visto per Sik-Sik la messinscena di lunedì, 10 aprile. Di fronte alle note di Rossini una platea di ragazzi delle scuole medie e superiori. Lo spettacolo, semplificato nei personaggi e nell’intreccio, vedeva come protagonisti un narratore e  quattro cantanti,  il tutto accompagnato da un espressivo pianista.

Al termine della rappresentazione, ha mosso la mia curiosità un ragazzo seduto dietro di me. Per tutto lo spettacolo aveva canticchiato le arie dell’opera… e allora ho deciso di fare alcune domande a lui e ai suoi compagni di classe.

Che classe fate? E di che scuola siete?

Terza media De Andreis, indirizzo musicale.

Era la prima volta a teatro per voi?

No, però questa è stata la nostra prima opera lirica (aggiunge la voce di una compagna poco più in là, ndr).

Vi è piaciuto lo spettacolo?

Molto! Ci siamo divertiti un sacco! Poi loro sono stati davvero bravi. Il barbiere di Siviglia è una grande opera. Noi l’avevamo già ascoltata in classe, però ci è piaciuta più così che non quella vista a scuola (aggiunge la stessa ragazza di prima, ndr).

Tornerete ancora a teatro? 

Sì, assolutamente! È anche divertente andare a teatro.

Risposte semplici. Ma un’ulteriore conferma: gli studenti presenti allo spettacolo sono stati introdotti alla visione dello spettacolo e, infatti, lo hanno apprezzato. Grazie ai loro insegnanti a scuola hanno imparato quella lingua, all’apparenza incomprensibile e noiosa, parlata dai maggiori capolavori musicali. Per poter davvero avvicinare i giovani all’opera e alla musica classica bisogna prenderli per mano e guidarli in questo mondo meraviglioso che ha ancora tanto da dire e da dare.

Alla fine l’opera, come il bello, non passa mai di moda.

 

Il barbiere di Siviglia 
Questa barba la facciamo si o no?
Musica di Gioacchino Rossini
drammaturgia e regia Davide Marranchelli
drammaturgia musicale Federica Falasconi

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