Isherwood e il suo mondo, intervista a Luca Scarlini

di Giulia Guerra

 Nomade, precursore, tagliente, rigoroso, ribelle, anticonformista. Questi sono solo alcuni degli aggettivi, evocativi e contraddittori, che si potrebbero scegliere per descrivere la poliedrica personalità di Christopher Isherwood, scrittore atipico eppure fondamentale: voleva «essere una macchina fotografica» e lo fu, senza mai temere di ritrarre i lati meno conosciuti della natura umana, quelli scabrosi, nascosti, e perciò tanto più importanti da rivelare.

 Martedì 29 novembre, al Teatro Franco Parenti, Christopher Isherwood sarà protagonista di una serata di parole, immagini e pensieri intrecciati da Luca Scarlini e Mario Fortunato. L’evento, realizzato in collaborazione con Adelphi Edizioni, sarà un racconto che, attraverso la voce di Sax Nicosia, ci condurrà alla scoperta di un artista libero dalle convenzioni e refrattario alle regole, dal quale, come ci ricorda lo stesso Luca Scarlini in questa chiacchierata, possiamo ancora imparare molto.

 

Cominciamo dalle basi. Chi era Christopher Isherwood?

Christopher Isherwood fu uno scrittore britannico, ma soprattutto un uomo dall’esistenza nomade che visse la Berlino vivace e trasgressiva degli anni Venti salvo poi abbandonarla in seguito all’avvento del nazismoper trasferirsi a Los Angeles. Fu anche un autore fondamentale nel proporre una nuova visione della letteratura basata sul concetto di osservazione fredda, con uno sguardo analitico e tagliente puntato sulla realtà, quasi a voler davvero «essere una macchina fotografica». Tra le sue opere più importanti c’è sicuramente la raccolta di racconti Addio a Berlino, che descrive gli ultimi anticonvenzionali anni della capitale tedesca prima dell’arrivo di Hitler, quando i numerosi locali erotici verranno chiusi e gli omossessuali messi definitivamente al bando. Un’opera che ha segnato non solo la storia della letteratura, ma anche quella del cinema.

Per l’appunto: Isherwood fu sì un mago della scrittura, ma amato molto anche dal cinema, che in più occasioni ne ha celebrato la figura e le opere. Perché?

Sicuramente perché la sua prosa ha un’impostazione tipicamente cinematografica, in      ogni immagine suggerita contiene già in sé la potenzialità di un’inquadratura futura. Inoltre, non va dimenticato che Isherwood svolse un lavoro molto importante anche nel campo della sceneggiatura, a partire proprio dai racconti di Addio a Berlino che furono adattati per il teatro con lo spettacolo I am a Camera di John Van Druten del 1951 e dai quali è stato tratto il celebre musical Cabaret di Bob Fosse. Anche la BBC ha realizzato e trasmesso nel 2011Christopher and His Kind, film per la televisione l’adattamento dell’autobiografia di Isherwood pubblicata in Italia con il titolo Christopher e il suo mondo. Inoltre, non va dimenticato il ruolo di Sally Bowles, personaggio creato da Isherwood ispirandosi a Jean Ross, conosciuta durante gli anni berlinesi (ma in realtà piuttosto diversa dalla figura di Sally), un personaggio amatissimo dal cinema e dalle attrici per le sue profonde contraddizioni, così emblematico da diventare il modello dichiarato di Truman Capote per la sua Holly Golightly.

Come lo racconterete nella serata di martedì 29 novembre?

Partiremo da pochi e brevissimi estratti filmici che lasceranno poi spazio alle letture dei suoi testi curate da Sax Nicosia. Ne tracceremo un profilo insieme a Mario Fortunato, che studia la figura di Christopher Isherwood sin dagli anni Ottanta ed è anche l’autore del libro Le voci di Berlino, incentrato sull’ambiente frequentato da Isherwood e dall’amico Auden nella capitale. Insomma, sarà un ritratto a 360 gradi, un momento nel quale ci sarà modo di entrare in contatto con la sua vita e la sua scrittura.

Per concludere, che cosa ci insegna Isherwood oggi?

Christopher Isherwood ci parla di come il conformismo sia pericoloso nel controllare e condizionare le nostre vite, di quanto sia necessario uscire dalla trappola infernale delle convenzioni e del giudizio altrui, specialmente oggi, nell’era dei social network, in cui questo giudizio ci bombarda costantemente. In fondo, tutta la sua vita è stata una lunga dimostrazione dell’importanza di affermare se stessi.

 

SOIRÉE ISHERWOOD
Conversazione con Luca Scarlini e Mario Fortunato
Letture di Sax Nicosia
In collaborazione con Adelphi Edizioni

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