E Johnny prese il fucile: ascolta la mia guerra

di Federica Cavaletti

Ascoltare la guerra ed entrare nel corpo di chi l’ha vissuta attraverso il suono: questa la proposta del radiodramma E Johnny prese il fucile, diretto da Sergio Ferrentino e in scena al Teatro Franco Parenti dal 31 marzo al 3 aprile. Lo spettacolo, prodotto da Fonderia Mercury, è tratto dall’omonimo romanzo dello scrittore e sceneggiatore statunitense Dalton Trumbo.

Nel 1939, Dalton Trumbo dà alle stampe E Johnny prese il fucile: un libro che denuncia la guerra e non teme di farlo attraverso la carne di chi l’ha vissuta. Trumbo, vicino al partito comunista, è un sorvegliato speciale in patria. Il suo libro, esaltato e premiato dalla critica, resta un manifesto di anti-militarismo negli anni successivi, con l’intervento degli Stati Uniti in numerosi conflitti internazionali.

Al centro del romanzo sta un giovane reduce, cui un’esplosione ha strappato i quattro arti e sradicato il volto. Un troncone umano, che conserva però intatta la facoltà di pensare. Ai suoi pensieri, Ferrentino, socio fondatore, autore e regista di Fonderia Mercury, propone di dare forma sonora, trasponendo il testo originale in radiodramma.

Che cos’è un radiodramma? Si tratta, secondo Ferrentino, di una narrazione per le orecchie, che dal teatro eredita l’abilità di mettere in scena storie, e dalla radio quella di creare immagini sonore. Nessun indizio visivo: ogni elemento della storia deve essere trasmesso attraverso la parola, il suono, il rumore d’ambiente. Una sfida per regista e attori, ma soprattutto per noi del pubblico. Quanto ancora sa ascoltare il rappresentante medio della società attuale, in cui l’assolutismo della visione atrofizza gli altri sensi? 

E Johnny prese il fucile è un testo che viene esaltato dalla messa in forma sonora. Il pensiero, il ricordo e il sogno del protagonista sono convogliati tramite cuffie agli spettatori, che li incorporano. Gli attori sul palco, rivolgendosi ai microfoni, si rivolgono direttamente alle nostre orecchie: la dimensione acustica si fa infatti avvolgente grazie all’uso del microfono binaurale, che riproduce i suoni con un effetto tridimensionale.

L’esito è una risonanza emotiva potente: la disperante immobilità del corpo del protagonista si fa immediatamente anche nostra. Diventiamo noi stessi il troncone umano che sentiamo parlare. Attraverso l’ascolto, siamo dentro di lui e lui è in noi.

 

E Johnny prese il fucile

tratto dal romanzo di Dalton Trumbo

adattamento e regia Sergio Ferrentino
con Sax Nicosia, Roberto Recchia, Eleni Molos
musiche originali di Gianluigi Carlone

Produzione Fonderia Mercury – audiodrammi in teatro

Hashtag ufficiali: #ejohnnypreseilfucile #audiodrammateatro

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