Il giornale a teatro – Intervista a Livia Grossi

di Gabriele Porrometo

Reportage Teatrale, progetto ideato, scritto e interpretato dalla giornalista Livia Grossi, andrà in scena al Teatro Franco Parenti in quattro diversi appuntamenti che propongono uno sguardo giornalistico e una riflessione sociale sul mondo delle donne, dal 24 marzo al 12 maggio.

 

Livia Grossi, reporter e critica teatrale del Corriere della Sera, proporrà quattro appuntamenti con storie di attualità sociale e politica di donne che hanno avuto il coraggio di resistere a un conformismo asfissiante e percorrere il loro cammino controcorrente. I reading assumeranno l’aspetto di un giornale parlato, la cui forza scenica sta nell’inchiesta e nell’analisi di questioni etiche e politiche cruciali.

Attraverso una ricca proiezione di immagini e testimonianze, la musica dal vivo del chitarrista Andrea Labanca, la regia di Gigi Gherzi e le letture di Livia Grossi, si darà forma a un “giornale vivo” che non solo si legge, ma si vive sulla propria pelle.

Le prime tre serate saranno accompagnate da interventi di esperti che hanno a cuore le tematiche sociali affrontate da Livia Grossi nelle sue storie-indagini: il regista e drammaturgo argentino César Brie contribuirà con la sua testimonianza alla storia di Maria, rifugiata politica sudamericana, l’antropologo Franco La Cecla esaminerà la decisione della albanese Puska, vergine giurata, e Alessandra Kustermann, prima donna a diventare primario di Ginecologia della clinica Mangiagalli, sosterrà il coraggio di Marietu Ndaye, portavoce senegalese contro la mutilazione genitale femminile.

Una “rassegna d’informazione” che parte dal mondo femminile e dalle sue sfide, e la cui domanda portante verterà su cosa si è pronti a sacrificare pur di rimanere fedeli a se stessi.

 

Reportage teatrale: com’è possibile far convergere queste due discipline apparentemente contrastanti? 

Il reportage teatrale è un incontro fra due forme di comunicazione, il teatro e il giornalismo, per crearne un terzo che consiste nel raccontare una notizia, un fatto reale scritto in stile giornalistico, ma realizzato per essere letto sul palco, trasmettendo testimonianze e sensazioni provate sulla propria pelle ad un pubblico concreto, in carne e ossa, senza alcun filtro. Grazie alle interviste realizzate sul palco e alla musica dal vivo, si attua una comunicazione calda, legata all’incontro e all’emozione, diversa dal leggere una notizia su un foglio di carta o su uno schermo: si rende viva una pagina di giornale. Gli argomenti non sono sensazionalistici, bensì attuali; devono interessare la gente e la società. Il teatro diventa informazione utile.

 

Dove ha trovato ispirazione? C’è stato un evento particolare che le ha suggerito l’idea?

Sono stata ispirata dalla figura dei Griot durante uno dei miei viaggi in Burkina Faso. I Griot sono dei cantastorie che narrano e divulgano informazioni direttamente per vicoli e piazze, insieme alle 200 compagnie teatrali che si mantengono con i loro spettacoli “informativi” in uno dei paesi più poveri al mondo. Il loro modo di fare spettacolo è di raccontare storie utili al pubblico: la maggior parte degli argomenti riguarda AIDS, infibulazione, morti per parto, spose bambine e immigrazione. Ho pensato quindi che sarebbe stato interessante trovare un modo per narrare storie direttamente a un mio pubblico, con uno stile giornalistico.

Tre storie al femminile di vittime della società e delle circostanze in diverse parti del mondo: in cosa si può individuare il loro filo conduttore? 

Il filo conduttore si può trovare nel coraggio di queste donne di andare contro regole ingiuste dal punto di vista politico, sociale e culturale. Sono donne resistenti che salvaguardano la loro identità, entrando in conflitto con la società e il contesto politico. Dalla rifugiata politica sudamericana accusata di terrorismo all’oppositrice della pratica diffusa dell’infibulazione in Senegal, queste donne rappresentano soggetti antigonici che porto in città e che propongo al pubblico sotto forma d’informazione, ma anche d’incontro, dibattito e autentica conversazione.

Abbiamo parlato delle situazioni delle donne nel mondo. Adesso, lei cosa pensa della situazione odierna della donna italiana?

La mia risposta può essere trovata nel prologo dello spettacolo Storie di Donne Coraggio. Una donna sta compilando un modulo all’anagrafe con le tradizionali domande riguardante il suo stato civile e il suo ruolo sociale. Lei lo consegna vuoto… In Italia la donna è fortemente legata alla tradizione e alle convenzioni sociali: c’è un’identificazione troppo forte con il lavoro e la famiglia, che nasconde la vera identità dell’individuo al di là dei suoi ruoli e delle sue maschere. Le nostre esistenze non si basano soltanto su questo.

Cosa significa essere donna oggi?

La donna, insieme all’uomo, è preda di stereotipi culturali e sociali. La prima vive dell’autodeterminazione del suo lavoro e della sua carriera, il secondo è vittima di un malessere interiore e nascosto che lo rende fragile e insicuro fino a farlo sfociare in atti di violenza. Bisognerebbe attuare un lavoro sull’individuo e sulle relazioni, una riflessione sul senso di coppia, su quest’ansia della solitudine e sul fenomeno di un amore barattato e mercificato. L’individuo e i rapporti vanno al di là delle didascalie: bisogna essere aperti all’incontro, poiché ridefinisce l’umano e la persona. Si esca da queste trappole sociali e si vada a cercare l’altro.

Si sente più artista di teatro o più giornalista? Per quale motivo?

Decisamente giornalista. Tento di adempiere il mio servizio per il pubblico, cercando di reinstaurare la fiducia fra il giornalista e i suoi “lettori”. Metto al centro del palco la notizia, non me stessa.

Ha dei futuri progetti in cantiere?

Vorrei scrivere un libro sui diversi reportage che ho realizzato nel mondo riguardo alla figura della donna, probabilmente con una corredazione video. Ho intenzione di organizzare un festival sul teatro giornalistico. Le mie storie sono in costante aggiornamento, quindi ne aggiungerò di nuove in futuro. Spero di poter proporre questo spettacolo in altre località italiane e anche all’estero. Ma per adesso pensiamo al prossimo spettacolo: vi aspetto tutti alle date di marzo, aprile e maggio!

 

 

Reportage Teatrale
Il giornale parlato. Rassegna d’informazione in scena
di e con Livia Grossi, giornalista del Corriere della Sera 
chitarra Andrea Labanca
Giovedì 24 marzo | h 18.30
Reading – Maria (Sud America), rifugiata politica
Interviene César Brie 

Giovedì 7 aprile 
| h 18.30
Reading –  Puska (Albania), vergine giurata:

Interviene Franco La CeclaGiovedì 21 aprile | h 18.30
Reading – Marietu Ndaye (Senegal), portavoce contro la mutilazione genitale femminile: 
Interviene Alessandra Kustermann

Giovedì 12 maggio | h 18.30

Spettacolo – regia di Gigi Gherzi
Nonostante Voi. Storie di donne coraggio

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