Il dottor Kubrick, ovvero: come imparai a non preoccuparmi e a leggere chi lo ha ispirato

di Giuseppe Paternò di Raddusa
di Giuseppe
Paternò di Raddusa

Francamente, scrivere di Stanley Kubrick è complesso. Per ragioni svariate: prima di tutto, perché l’ha già fatto chiunque. In secondo: ha nutrito in maniera talmente feconda – a prescindere dal valore che si può dare alle sue opere – il dibattito culturale degli ultimi sessant’anni ché a scriverne si può solo rischiare di sembrare banali. Non importa: lo faremo e basta. Soprattutto in occasione dell’iniziativa programmata in queste ultime settimane da Nuovo Cinema Parenti nella sala AcomeA del teatro: Stanley Kubrick – dai romanzi allo schermo. Cinque appuntamenti – il primo, quello dedicato a Lolita, già “esperito” dal pubblico lo scorso cinque ottobre – con altrettanti capolavori tratti da fondamentali opere letterarie e firmati Kubrick: Lolita, Eyes Wide Shut, Barry Lyndon, Arancia Meccanica, Shining.

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Nonostante della sua Lolita Kubrick avesse preso poco, è impossibile guardare Sue Lyon senza ricordare le pagine di Vladimir Nabokov. Lo stesso discorso vale per Shining: Stephen King, autore del romanzo di partenza, detestò la trasposizione cinematografica firmata dal regista, e definì il personaggio di Wendy come uno dei più “misogini nella storia del cinema”. Chissà cosa ne pensa Shelley Duvall, letteralmente martirizzata sul set del film – pare che ancora non si sia ripresa. Non importa: l’autore assimilava e rielaborava ogni elemento a modo suo, grato alle fonti ispiratrici ma consapevole di una tensione visiva e (im)morale che, nella storia del cinema, ha avuto pochi altri eguali. Il titolo dell’iniziativa la direbbe già lunga, ma non è finita qui: il cinema del maestro si lega a doppio filo alle opere letterarie che lo hanno ispirato. Nel caso dell’evento al Teatro Franco Parenti, il filo è triplo: oltre alla proiezione dei titoli, il pubblico non si limiterà a ricordare le pagine che il cineasta ha manipolato per plasmare i suoi universi e definire il suo linguaggio. Le rivivrà, piuttosto, attraverso la viva voce di cinque interpreti che leggeranno al pubblico alcuni passaggi delle opere in questione prima delle proiezioni.

Lolita, Doppio sogno di Schnitzler, Memorie di Barry Lyndon di William Thackeray, Un’arancia a orologeria di Anthony Burgess e Shining di Stephen King: cinque testimonianze di straordinaria difformità l’una dalle altre, accomunate da un radicale sentimento di devozione e – al contempo – respingimento nei confronti dell’umanità che non poteva non conquistare Kubrick. A recitarne alcuni passaggi sono Filippo Dini, Anna Della Rosa, Corrado Tedeschi, Massimo Loreto e Rosario Lisma. Cinque scelte interessanti, legate a una rassegna che lo è ancor di più: dal cinema, alla letteratura, al teatro. Che altro chiedere? Avremo la possibilità di (ri)vedere sullo schermo un lavoro ossigenato e formalmente perfetto come Barry Lyndon, e – contestualmente – di rivivere le pagine di Thackeray. Dovrebbe bastare, no?

 

NUOVO CINEMA PARENTI

Stanley Kubrick – dai romanzi allo schermo  

5 ottobre

LOLITA

da Lolita di Vladimir Nabokov, letture di Filippo Dini

 

11 ottobre

EYES WIDE SHUT

da Doppio Sogno di Arthur Schnitzler, letture di Anna Della Rosa

 

19 ottobre

BARRY LYNDON

da Le memorie di Barry Lyndon di William Thackeray, letture di Corrado Tedeschi

 

26 ottobre

ARANCIA MECCANICA

Da Un’arancia a orologeria di Anthony Burgess, letture di Massimo Loreto

 

2 novembre

SHINING

Da The Shining di Stephen King, letture di Rosario Lisma

 

 

 

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