A spasso nel tempo – Intervista a Tony Laudadio

di Maria Lucia Tangorra
di Maria Lucia Tangorra

Presentato in anteprima nel 2013 alla Milanesiana, Un anno dopo, scritto, diretto e interpretato da Tony Laudadio, affiancato in scena da Enrico Ianniello, arriva finalmente nella scatola teatrale. All’apparenza “semplice”, il testo funziona come un orologio svizzero, ben calibrato dai due ottimi protagonisti, che mettono a tema la convivenza in ufficio. Ma, ci preme dirlo, potrete riconoscere diverse situazioni a voi famigliari – e non solo in ambito lavorativo!

Enrico Ianniello e Tony Laudadio in un momento dello spettacolo
Enrico Ianniello e Tony Laudadio in un momento dello spettacolo

Come nasce l’idea di «Un anno dopo»?

Da un po’ di tempo pensavo ai due personaggi, Giacomo e Goffredo: mi son fatto guidare da loro nel raccontare la storia di due persone che non si possono definire «amiche». Mi premeva, inoltre, dar corpo all’idea del tempo. Da qui è emersa la struttura: raccontare in trenta scene trent’anni di vita, un espediente che influenza la percezione del tempo e dell’esistenza stessa. In un momento successivo ho immaginato che tutto ciò si svolgesse in un ufficio, giocando sull’ambiguità del rapporto tra i due, quasi amici, colleghi, etc… I trenta flash hanno tutti una durata diversa: non ci sono regole rispetto alle scene in sé. La sensazione che volevo dare è che nell’arco di una vita in cui gli anni passano – e tutti abbiamo provato e proviamo questa percezione – resiste quasi un disordine, una musica che si muove a seconda del momento.

Ha scelto Enrico Ianniello per interpretare il collega con cui condividere trent’anni perché pensava fosse il compagno di scena ideale, conoscendovi dai tempi dell’Oratorio dei Salesiani di Caserta?

Con lui c’è un rapporto che va al di là del teatro. E per noi, ormai, è abbastanza naturale pensare l’uno all’altro quando iniziamo a immaginare uno spettacolo.

C’è stato un apporto di Ianniello al testo?

Enrico è fondamentale: il fatto che ci sia un rapporto consolidato tra di noi ci ha consentito di masticare il testo con un’adesione che altri non potrebbero avere. Credo che lo spettacolo, al di là della mia scrittura, non sarebbe lo stesso senza il nostro rapporto di amicizia e quello tra attori.

Quanto margine c’è stato per l’improvvisazione? 

Rispetto ai romanzi, quando scrivo per il teatro mi confronto con un copione che è materia organica: per cui, come spesso accade, e in particolare durante le prove, c’è stata una fase di improvvisazione, in cui abbiamo lavorato sul testo facendolo nostro.

 C’è un autore o un film che l’hanno particolarmente influenzata nella scrittura di Un anno dopo vista anche la struttura frammentaria?

In realtà è accaduto un episodio curioso: inizialmente questa mia scelta drammaturgica mi sembrava piuttosto originale, ma è un’illusione che ci facciamo tutti quando scriviamo. In un secondo momento, però, ho scoperto l’esistenza di One day, romanzo di David Nicholls che adotta – in versione narrativa – una struttura abbastanza simile anche se, in quel caso, si tratta di vent’anni. Questo a riprova del fatto che non si inventa niente…

Quali sono state, sino ad ora, le reazioni del pubblico che si rispecchia nella “banalità” della routine o anche nell’impossibilità di realizzare i propri desideri? 

Come avviene sempre: ognuno realizza il proprio “film” di ciò che vede, ma poi capita spesso che sia lo spettacolo a leggere te. Per cui alcuni hanno sottolineato il senso di incompletezza dell’esistenza, altri la capacità della pièce di far ridere e piangere proprio come accade nella vita, altri ancora sono stati colpiti dal legame di amicizia/non amicizia tra i due protagonisti. Mi piace molto che ognuno legga ciò che vuole e non che esista una spiegazione univoca ed evidente, perché altrimenti significherebbe che la rappresentazione è stata chiara, ma anche limitata a un unico senso.

Un anno dopo di Tony Laudadio

Con chi consiglierebbe di vedere questo spettacolo?

Sarebbe abbastanza normale vederlo tra colleghi, ma forse sarebbe ancora più interessante vederlo da soli, e poi consigliarlo a qualcuno cui si vuole lanciare una frecciatina. Un anno dopo mi ricorda anche i rapporti di matrimonio: spesso le coppie di antica fattura rivedono in questo rapporto tra Goffredo e Giacomo qualcosa di curioso poiché arrivano, in più momenti, a evocare dinamiche coniugali.

3 | 21 dicembre 2014, Teatro Franco Parenti 

UN ANNO DOPO di Tony Laudadio

con Enrico Iannello e Tony Laudadio, regia di Tony Laudadio

Mercoledì 10 dicembre, ore 18.00 

Entr’acte. Conversazioni sull’arte di leggere il teatro

TEMPO DELLA VITA, TEMPO DEL LAVORO 

Conversazione con Tony Laudadio e Dario Di Vico (Corriere della Sera)

ingresso libero con prenotazione a promozione@teatrofrancoparenti.it

Informazioni e prenotazioni: 02.59995206

Teatro Franco Parenti, Via Pier Lombardo 14, 20135 Milano (MI)

http://www.teatrofrancoparenti.it

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