IL PUBBLICO VA IN SCENA

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Intervista di Beatrice Moia

Corso di recitazione per spettatori, o di come – ancora una volta – il Teatro Franco Parenti si diverte a coinvolgere il suo pubblico attraverso sentieri inediti e allettanti. Affidandosi al talento di Sofia Pelczer, docente di regia alla Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi di Milano, il Parenti organizza due laboratori (per ragazzi e per adulti) in grado di fornire ai partecipanti strumenti e competenze per lavorare sulle tecniche espressive e sulle molteplici possibilità di interazione con i compagni, in un ispirato e stimolante gioco di rimandi e inversioni di ruoli. I corsi prendono avvio dagli spettacoli della programmazione al teatro di via Pier Lombardo – a partire dalle opere di Wilde (L’Importanza di chiamarsi Ernesto), Eduardo (Sogno di una notte di mezza sbornia), Goldoni (Gli Innamorati) e Molière (Il malato immaginario) – e mirano a scandagliare congegni e meccanismi della commedia. In attesa di scoprire se tra le file degli spettatori del Franco Parenti si nascondano i nuovi Bob Hope e Mary Tyler Moore, abbiamo incontrato Sofia Pelczer, che ci confida in esclusiva obiettivi e finalità della sua proposta.

SOFIA PELCZER
Sofia Pelczer

Com’è nata l’idea di questo progetto?

È ispirata al ruolo che svolge il Franco Parenti nell’immaginario milanese: non soltanto teatro fisico, ma crocevia di eventi e iniziative culturali. Mi piacerebbe che il laboratorio si inquadrasse nella medesima dimensione, in modo da trasformarsi in una delle molte proposte del Parenti, mirate a orientare i propri spettatori in direzione di un teatro non più solo «da vedere», ma anche e soprattutto «da fare», da vivere.

Quali sono gli obiettivi del corso?

Obiettivo fondamentale è creare un momento in cui persone con esperienze diverse possano trovare occasione di scambio e di confronto: il teatro è infatti un eccellente strumento di coesione. Il laboratorio, inoltre, dà ai frequentanti la possibilità di ricercare un’importante crescita individuale nell’ottica del lavoro di gruppo, e permette di superare scogli emotivi per una migliore comunicazione di sé e del proprio immaginario di ogni giorno , grazie anche a un costante allenamento psico-fisico affrontato durante le lezioni. Gli allievi, attraverso le tecniche di recitazione, acquisiranno strumenti utili anche per scoprire una quotidianità diversa, uno sguardo più sensibile e acuto sulla realtà circostante.

Chi saranno i tuoi allievi?

I corsi, come si diceva sopra, sono due: uno rivolto agli adolescenti da 14 a 18 anni, l’altro per adulti. La divisione per fasce di crescita  (preferisco chiamarle così piuttosto che “di età”) è una scelta legata alle trasformazioni che attraversano i giovani delle scuole superiori, un passaggio delicato che va accompagnato con specificità. Sono gli anni in cui l’adulto sta “nascendo”, in cui i sogni prendono forma reale e diventano aspirazioni per il futuro, in cui la persona mette a punto il proprio carattere. Un corso di teatro, in questa fase così significativa, può diventare fonte di stimoli per gestire le proprie emotività, e per mettere a fuoco la propria immagine sia in termini individuali che nella percezione del contesto sociale. Vorrei inoltre offrire allo spettatore un arricchimento culturale, che unisca consapevolezza del mezzo scenico ad alcuni valori aggiunti, solitamente difficili da ritrovare in altri laboratori di recitazione. Sarà possibile, per esempio, esplorare i luoghi del teatro, assistere alle prove e scoprire come nasce una messa in scena.

Uno degli scopi del corso  è quello di avvicinare al mestiere dell’attore: perché proprio attraverso il comico? Di solito si dice che è più difficile far ridere che far piangere… 

È un luogo comune affermare che sia più difficile far ridere che far piangere. Sia la commedia che la tragedia, in realtà, sono allo stesso modo impegnative e difficili. Ho scelto la prima perché consente ai meno «pratici» di avvicinarsi con maggiore semplicità. La commedia permette di intercettare un maggior numero di tecniche recitative anche per chi parte da zero. Il tragico, invece, è più complesso, e richiede modalità espressive già acquisite.

PELCZER 2

Per capire cosa si vede a teatro è necessario anche saper fare teatro?

No, anche se chi ha studiato recitazione possiede uno sguardo più consapevole e sa meglio come si lavora. Si crea così un ponte ideale tra spettatore e spettacolo che risulta positivo per tutti e che dà la possibilità, a chi assiste, di sentirsi più partecipe.

Tra i vantaggi del corso viene indicato quello di poter assistere alle prove e alla messa in scena dei testi che vengono studiati: cosa si impara concretamente?

Assistendo alle prove sarà possibile testimoniare del rapporto esistente tra il regista e l’interprete, intuendone complicità, collaborazione, affiatamento e reciproca capacità di cogliere richieste e modalità attuative.

Le piace di più curare la regia di commedie o di tragedie? Una regia di cui ha un ricordo particolare?

In realtà non ho mai curato la regia di tragedie, anche se ho messo in scena drammi moderni che hanno avuto come fonte la mitologia greca. Amo i testi e gli spettacoli che creano contaminazione tra i due generi: quello che succede,  per esempio, in Amleto. Per quanto riguarda i lavori che ho portato in scena, trovo che questa trasmigrazione si possa trovare nella Bambina gelata di Mayenburg, un’opera “seria” con infiltrazioni comiche. E nella Misteriosa scomparsa di W di Stefano Benni, un testo brillante, in cui le venature drammatiche e poetiche emergono in modo distinto, pur senza risultare prevalenti.

CORSO DI RECITAZIONE PER SPETTATORI (adulti e ragazzi)

Gli strumenti della commedia

a cura di Sofia Pelczer

CORSO PER RAGAZZI (14-18 ANNI)

Giorno di frequenza: mercoledì | Orario: 17.00-19.00

  • giorno di inizio del corso: mercoledì 19 novembre
  • durata dei corsi: 7 mesi, per un totale di 50h (pause festività natalizie e pasquali)
  • costo: 450 € (470 € in due rate)

CANDIDATURE:

Non è richiesta esperienza teatrale precedente.

Per accedere al corso è necessario sostenere un breve colloquio conoscitivo.

Si prevede la partecipazione di max. 15/18 iscritti.

Chiusura iscrizioni venerdì 31 ottobre

CORSO PER ADULTI (18-99 ANNI)

Giorno di frequenza: mercoledì | Orario: 19.30-21.30

  • giorno di inizio del corso: mercoledì 5 novembre
  • durata dei corsi: 7 mesi, per un totale di 50h (pause festività natalizie e pasquali)
  • costo: 500 € (520 € in due rate)

OPPORTUNITÀ:

Gli allievi del corso avranno la possibilità di:

  • assistere a prove aperte degli spettacoli in programma al Teatro Franco Parenti secondo selezione dell’insegnante;
  • usufruire di agevolazioni sui biglietti degli spettacoli in cartellone TFP;
  • partecipare a visite guidate del teatro.

INFO E PRENOTAZIONI:

laboratori@teatrofrancoparenti.it – 02.59995234

Teatro Franco Parenti, via Pier Lombardo 14, 20135 Milano (MI)

www.teatrofrancoparenti.it

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