Lars von Trier e le dipendenze miracolose: «Le onde del destino» al Teatro Franco Parenti

di Michele Chighizola
di Michele Chighizola

Terzo appuntamento, al Teatro Franco Parenti, con il ciclo Così vicini così lontani, che, attraverso la proiezione di sette pellicole, racconta per ognuna diverse forme di dipendenza. Così, dopo la dipendenza sessuale vista attraverso il corpo di Michael Fassbender in Shame di Steve McQueen, e dopo la prigione dei sentimenti tutta al femminile descritta con eleganza e maestria dalla coppia Campion – Kidman in Ritratto di Signora, giovedì 29 maggio sarà il turno de Le Onde del Destino di Lars von Trier.

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Cosa si è disposti a fare per amore di una persona? Quando questa disponibilità diventa totale annullamento e umiliazione? E, soprattutto, totale annullamento e dipendenza dal compagno possono significare felicità? Sono queste le provocatorie domande che il giovane Lars von Trier pone beffardo alla società occidentale, accecata dal razionalismo scientista e dal dogma dell’indipendenza individuale. La storia di Bess, giovane abitante di un’isola del Mare del Nord – una strepitosa Emily Watson – che, pur di rimanere fedele a Dio e all’uomo che ha sposato (Stellan Skarsgard), è disposta a commettere il gesto più irrazionale e autolesionista che il cinema recente ricordi, è la storia – grottesca, universale, reazionaria e liberatoria – di tutti i legami affettivi. Abbandonarsi alla dipendenza, per il regista danese, non è mai stato così dolce e miracoloso. Primo di una lunga serie di film dedicati alla donna e alla sua comprensione, il primo dopo la presunta conversione al Cattolicesimo del regista e unico film di von Trier che abbia messo d’accordo tutti i critici, Le Onde del Destino fonde Dreyer con il Dogma 95, non si risparmia qualche deriva kitsch-religiosa, irrita e sconvolge, provoca e ferisce, ma soprattutto, interroga le nostre certezze come pochi altre opere della settima arte hanno saputo fare in tempi relativamente recenti.

La proiezione del controverso film, che valse al regista danese il Gran Premio della Giuria a Cannes nel 1996 e una candidatura all’Oscar per la Watson, sarà introdotta da Pina Antinucci, Psicoanalista socio della Società Psicoanalitica italiana, che prenderà spunto da Le Onde del Destino per parlare di Dipendenze e Annullamento, il tema al centro del terzo incontro.

Giovedì 29 maggio, ore 19.30 @ Teatro Franco Parenti

Dipendenza e annullamentoLE ONDE DEL DESTINO (Breaking the waves), di Lars von Trier,  con Emily Watson, Stellan Skarsgard , Katrin Cartlidge, 159 min.

Ospite: Pina Antinucci (Psicoanalista), Socio Ordinario della British Association of Psychoanalysis e della SPI. Ha lavorato al Centro Anna Freud con mamme e bambini e ha insegnato a University College, Londra. Esercita la libera professione con adulti e adolescenti.

Progetto Cittadella Luna con il sostegno di Fondazione Cariplo

Informazioni e prenotazioni: www.teatrofrancoparenti.it – 02.59995206

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