Non chiamateci sdraiati

Sin dalla sua pubblicazione il romanzo di Michele Serra Gli sdraiati  (Feltrinelli 2013) ha dato avvio ad accesi dibattiti nonché a polemiche. Noi di Sik-Sik, in quanto appartenenti alla generazione dei giovani così bistrattata e denigrata all’interno del libro, abbiamo deciso di non tirarci indietro e dire anche noi la nostra sul tema!

tfp

di Alessandra Goggio

Iniziamo con un’ammissione: ho letto questo romanzo da sdraiata. Un consiglio spassionato? Non fatelo, soprattutto se avete meno di 30 anni e non volete sentirvi costantemente addidati dall’autore come inguaribili scansafatiche buoni a nulla. Siate eroici, così d’altronde ci esige Serra, leggete questo libro in piedi, stoicamente resistendo alla stanchezza, come avrebbero sicuramente fatto loro, la gloriosa generazione dei nostri padri, coloro che con il sudore e un intramontabile idealismo ci hanno regalato il meraviglioso mondo in cui ora noi possiamo vivere lontani da ogni preoccupazione…

cover libro

Peccato che le cose non siano proprio così come dipinte dall’autore de L’Amaca: il mondo dei “vecchi” è un colabrodo e noi giovani ce ne stiamo sdraiati non tanto per amena comodità, ma perchè condannati a rimanere in posizione subordinata rispetto alla vecchia guardia, costantemente rimessi al nostro posto quelle poche volte che tentiamo di sollevarci. Stiamo sdraiati perchè non ci lasciate mai stare in piedi occupando con testarda resistenza tutti gli spazi possibili, salvo poi lamentare la nostra mancata posizione eretta. È presente, all’interno della nostra società, una strana suddivisione apparentemente insuperabile fra vecchi (e dunque buoni e vigorosi) e giovani (impotenti e rammolliti): questa permea anche quasi tutto il romanzo di Serra, fino al finale, dove l’autore in una sorta di delirio utopico sancisce la simbolica vittoria dei giovani sui vecchi quando lo sdraiato numero uno, figlio del protagonista, incallito fumatore, dopo una notte passata a cazzeggiare invece che a dormire supera in agilità e resistenza il padre esperto scalatore durante una camminata in montagna. Insomma, pura fantascienza. Ed è proprio in questa dicotomia manichea, in questo mal architettato colpo di scena che risiede il punto di vera debolezza del testo: una generazione, la nostra, additata per anni come incapace e bambocciona non può trasformarsi di punto in bianco nella salvezza del paese, non può con un eroico colpo di mano liberarsi dal giogo della vecchia generazione e conquistare il mondo.

serrra

E basta, per favore, con la solita solfa “noi abbiamo dovuto combattere contro i nostri padri per ottenere quello che volevamo!” perché ahimè dobbiamo darvi una notizia: siete diventati esattamente come loro.

Allora cambiamo le cose: dateci una mano a tirarci in piedi invece che spingerci sempre verso il basso, aiutateci a diventare i valorosi condottieri che sognate.

E poi, una volta passatoci il testimone, sdraiatevi finalmente su un divano e godetevi il meritato riposo.

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