Basic Instinct: Prima del silenzio/Il tormento e l’estasi di Steve Jobs

di Mariafrancesca Moro
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Fotografie di Silvia D’Orazio e Ginevra Isolabella della Croce

Smontato l’alberello e digerito ormai il pandoro, eccoci pronti per tornare a indagare le opinioni del pubblico del Franco Parenti.

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Lunghi applausi e standing ovation per Prima del silenzio.

                       

Si ricomincia alla grande con l’applauditissima première di Prima del silenzio, storia malinconica che intreccia le vicende di un poeta sognatore e di un giovane zingaro, con Leo Gullotta, per la regia di Fabio Grossi.

  • Il protagonista dello spettacolo abbandona ogni cosa: lavoro, doveri, famiglia. Lei da cosa vorrebbe scappare?

Selenia e Maurizio, 71 anni, la coppia più elegante in platea.

“Noi stiamo benissimo dove stiamo, qui… al Franco Parenti!”

Tessa, 25 anni, universitaria agli sgoccioli.

‘’Da casa, sono troppo grande ormai. (E sta’ bene attenta a scrivere grande, non vecchia!)”

  • “La parola è vita”. La messinscena si chiude con questa massima, se dovesse scegliere una parola che rispecchi la sua di vita?

Riccardo, 41 anni, scansafatiche per sua stessa ammissione.

“Il primo termine che mi passa per la testa? Pallosa. Sai com’è…ho appena ricevuto un’email del capo!”

Ilenia, 27 anni, biondina spensierata.

“Ottimismo!”

Amelia, 67 anni, giovane dentro.

Curiosità. Non si è mai troppo vecchi per essere curiosi…”

  • Sul palco stasera un fiume di parole: appartiene alla schiera dei chiacchieroni incalliti o a quella – più tranquilla – dei taciturni?

Sandro, 66 anni, ex-avvocato chiacchierone.

“Sono decisamente un uomo di poche parole. Poche, buone non saprei!”

Alessio, 31 anni, imbranato di professione.

“Troppe parole intontiscono, ed io tonto lo sono già abbastanza!”

Gli uomini hanno sempre detestato i pettegolezzi delle donne perché sospettano la verità: le donne prendono le misure e fanno paragoni, Erica Jong
  • Chiacchere tra donne. Sulla scena, due generazioni a confronto: subisce più il fascino dell’uomo maturo o quello dello sbarbatello?

Arianna, 17 anni, giovinetta in preda a una crisi ormonale.

“E me lo chiedi pure? Con uno sbarbatello così!”

Claudia, 24 anni, prima che si apra il sipario.

“Preferisco certamente l’uomo maturo, ha molte più cose da insegnare.”

Claudia (ancora lei!),  a fine spettacolo.

“Sai che ci ho ripensato? In questo preciso momento subisco molto, moolto di più il fascino dello sbarbatello!”

Se vi chiedete il motivo di tutto questo femminile entusiasmo, andate anche voi ad ammirare la performance del bellissimo (e bravo) Eugenio Franceschini. Guardare per credere!

 

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La nostra indagine non si ferma mica qui. Dalla letteratura passiamo alla tecnologia, grazie a “Il Tormento e l’estasi di Steve Jobs”, basato sull’accattivante inchiesta di Mike Daisey, meglio conosciuto come <<il Michael Moore del teatro>>.

  • Cosa l’ha spinta a guardare uno spettacolo che vede Steve Jobs protagonista?

Sara, 15 anni, soggetta al fascino dei geek.

“Mi ha spinta qui (e intendo letteralmente trascinata!) il mio ragazzo, inguaribile patito di Apple.”

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Rita, 55 anni, smartphone-dipendente.

“Per un’appassionata (alcuni dicono fissata) di tecnologia come me questa è un’occasione da non perdere!”

  • Cos’ha a che vedere Steve Jobs con il teatro?

Guido, 29 anni, manager in ascesa.

“Lui forse poco, ma la è stata una vita sicuramente… teatrale!”

Diego, 16 anni, colui che ha trascinato qui Sara. [vedi sopra]

“Io vedo un legame forte: teatro e tecnologia sono entrambi mezzi che ci permettono di comunicare con l’altro.”

  • Parafrasando Jobs, lei si sente più ‘hungry’ o più ‘foolish’?

Giuseppe, 23 anni, arrivato troppo tardi per l’aperitivo.

“Vista l’ora, e considerato che non ho ancora cenato, notevolmente hungry!”

Federico, 19 anni, attore in erba.

“Le due cose vanno di pari passo, quando sei hungry, hai bisogno di agire come un foolish per saziarti davvero.”

  • Dica la verità, quante volte ha tirato fuori l’iphone durante la rappresentazione?

Paola, 46 anni, mamma di un giovane nerd.

“Le conviene non porre questa domanda, qualcuno potrebbe offendersi. Un vero fedele di Jobs non oserebbe mai distrarsi! Io però, ammetto di averla data una sbirciatina ogni tanto!”

 

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Schiere di giovanissimi affollano il Franco Parenti, tutti qui per Il tormento e l’estasi di Steve Jobs.

 

PRIMA DEL SILENZIO

di Giuseppe Patroni Griffi
con Leo Gullotta e con Eugenio Franceschini
con le apparizioni di Sergio Mascherpa, Andrea Giuliano
e con l’apparizione speciale di Paola Gassman
regia Fabio Grossi
produzione Teatro Eliseo
in collaborazione con Fuxia contesti d’immagine

22 gennaio|2 febbraio @Teatro Franco Parenti

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IL TORMENTO E L’ESTASI DI STEVE JOBS
di Mike Daisey
con Fulvio Falzarano
regia Giampiero Solari

23 gennaio|2 febbraio @Teatro Franco Parenti

Info e prenotazioni: http://www.teatrofrancoparenti.it

 

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