Milano-Berlino A/R: germanisti a teatro

di Alessandra Goggio e Silvia Vincenza D’Orazio

Abbiamo invaso l’ufficio di Marco Castellari, docente di Letteratura tedesca e Storia del teatro tedesco all’Università degli Studi di Milano, e gli abbiamo strappato qualche parere sul rapporto tra teatro e università.

DSC_0049mo

1. Teatro e università ovvero teatro e studenti: c’è speranza?

 (ride) Sì, c’è speranza. Le discipline teatrali insegnate nelle università sono molte e riscuotono un buon successo. Per quando riguarda il mio caso, la situazione è un po’ particolare perché il mio corso è dedicato a studenti di lingue e letterature straniere e frequentato per lo più da germanisti. Si tratta un po’ di una sfida, perché si prova a parlare di teatro anche al di fuori di esperienze come quelle dell’accademia o del DAMS.

Gli studenti che vengono alle mie lezioni non sono tantissimi, ma fra questi molti vanno a vedere spettacoli e incontri culturali di argomento teatrale. I problemi fondamentali della disciplina che insegno sono due: gli studenti non sono istituzionalmente interessati al teatro e la maggior parte di loro abita fuori Milano e ha difficoltà a prendere parte a iniziative che si svolgono la sera.

DSC_0004mod

2. Cosa dovrebbe fare l’università per avvicinarsi al teatro e cosa invece il teatro per sedurre l’università?

L’università avvicina studenti e dipendenti al teatro attraverso varie convenzioni, ma si tratta di persone già interessate. Invece di pensare solo alle riduzioni, si dovrebbe anche lavorare sulla motivazione a partecipare di persone lontane dal mondo del teatro. D’altra parte i teatri nutrono una paura, forse giustificata, nei confronti dell’università, dettata dal timore di un eccessivo paludamento accademico. C’è da dire che sono comunque molto interessati agli studenti perché saranno i loro futuri spettatori.

3. Cosa si prova quando si converte uno studente scettico o disinteressato al teatro?

Non me ne accorgo sempre, ma mi fa molto piacere. (ride) Fa parte dell’idea stessa del corso avvicinare nuovi spettatori al teatro. In tutta onestà, va però anche detto che ci sono spettacoli e manifestazioni che non attirano nuovi adepti, quanto piuttosto creano futuri assenti.

DSC_0055mod

4. Lei che va spesso in Germania, può farci un paragone fra la scena teatrale milanese e quella berlinese?

Milano ha una vita teatrale imponente e diversificata: in confronto al resto d’Italia è forse la scena più vicina a quella berlinese. Rispetto a Berlino, Milano ha una tradizione più conservativa e popolare, nonostante il teatro sperimentale sia ben rappresentato. Le differenze fondamentali fra la scena tedesca e la scena italiana sono legate non solo alle scelte dei teatri, ma anche a fattori esterni come i finanziamenti, la storia teatrale e l’educazione dello spettatore. Il paragone Milano-Berlino è però impietoso perché Berlino è una capitale mondiale del teatro, mentre Milano lo è solo in singole realtà.

berlinofoto

5. E ora Celebrity Deathmatch: il suo preferito e il preferito degli studenti fra le seguenti coppie.

Goethe o Schiller?

Gli studenti Goethe e io anche.

Brecht o Büchner?

Gli studenti Büchner, credo. Io Brecht.

Handke o Bernhard?

Io Bernhard, gli studenti anche.

Hofmannstahl o Schnitzler?

Gli studenti Schnitzler, io… non mi esprimo.

DSC_0059mod

Prima di congedarci ci tiene però a sottolineare una cosa: “Il mio preferito in assoluto è Brecht, però il secondo è Büchner!”

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: